Solo quando crolla una chiesa
17 Luglio 2025L’indignazione ipocrita dei “cristiani” dell’ultima ora
Ci voleva una chiesa. Non bastavano 18.000 bambini morti. Non bastavano i corpi straziati di civili inermi, le madri in fila per l’acqua, i padri massacrati mentre cercavano pane per i propri figli. No, non era ancora abbastanza per indignarsi. Ci voleva il raid sulla Parrocchia della Sacra Famiglia a Gaza perché finalmente anche il governo italiano trovasse la voce, o quantomeno un tono addolorato, per dire: “Siamo indignati.”
Indignati adesso. Ma dove eravate prima
Dove stavano i cristiani devoti, i difensori della vita e della pace, mentre un popolo veniva annientato casa per casa, ospedale per ospedale, tendopoli per tendopoli? Quale vangelo stavano leggendo i parlamentari della maggioranza mentre si rifiutavano di pronunciare la parola genocidio? Quale umanità invocavano quei sedicenti pacifisti che, con la bocca piena di “equilibrio”, hanno chiuso gli occhi davanti a un massacro?
Ora piangono le pietre. Ma non hanno pianto i bambini.
Ora si inginocchiano davanti alle macerie di una chiesa, ma non hanno avuto la decenza di inchinarsi davanti alle fosse comuni. Parlano di valori cristiani solo quando conviene, solo quando il sangue bagna una croce. E se la croce è islamica, allora no: si può bombardare, si può tacere, si può minimizzare.
Questa non è fede. È ipocrisia travestita da spiritualità. È opportunismo benedetto dall’indifferenza. È meschinità incensata come moderazione.
E allora sì, siamo indignati
Ma non per l’ennesimo crimine di guerra: quello ormai è diventato un sottofondo costante. Siamo indignati per l’uso politico del dolore, per l’indignazione selettiva, per questa solidarietà a tempo determinato, che scatta solo quando l’immagine urta la sensibilità dell’elettore occidentale medio.
I cristiani veri non si inginocchiano davanti alle rovine: si inginocchiano davanti alla verità.
E la verità, oggi, è che un’intera popolazione è stata tradita non solo dalle bombe, ma anche dal silenzio complice di chi ora versa lacrime su una chiesa e ha ignorato i pianti di un popolo intero.


