Liberté, Égalité, Fraternité

Liberté, Égalité, Fraternité

25 Luglio 2025 0 Di admin

Un annuncio destinato a segnare un punto di svolta nella storia diplomatica del Medio Oriente e, forse, anche in quella dell’Europa.
Con un messaggio breve ma inequivocabile, pubblicato direttamente sui suoi canali social, il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato:
«Fedele al suo impegno storico per una pace giusta e duratura in Medio Oriente, ho deciso che la Francia riconoscerà lo Stato di Palestina».

La comunicazione ufficiale avverrà a settembre, nel corso dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Ma l’impatto politico è già qui, oggi. Con questa scelta, la Francia diventa la prima nazione del G7 a riconoscere formalmente lo Stato di Palestina, unendosi a oltre 140 Paesi nel mondo che hanno già fatto questo passo.

Non si tratta solo di una dichiarazione diplomatica: è una presa di posizione netta, in un momento in cui l’ingiustizia e la sofferenza della popolazione palestinese sono sotto gli occhi di tutti.
È anche un messaggio forte agli alleati occidentali, spesso immobili, titubanti o apertamente complici, quando si tratta di parlare di diritti dei palestinesi.

La scelta di Macron — discussa, criticata, apprezzata — segna un precedente.
Riconoscere la Palestina non significa ignorare Israele, ma riconoscere il diritto di un popolo a esistere, a vivere in libertà, a non essere cancellato. Sarà sufficiente? Aprirà la strada ad altri Paesi? È presto per dirlo.
Ma in un mondo che troppe volte ha scelto il silenzio, questo è almeno un inizio.
Un gesto politico, ma anche simbolico.
Un segnale.

A settembre, gli occhi del mondo saranno puntati su New York. E forse, anche su Parigi.

E L’italietta della Meloni & C dov’è?