Quando l’Arte Si Ribella all’Amichettismo
30 Settembre 2025Il Teatro La Fenice Fa Lezione alla Politica
Quello che è accaduto ieri sera al Teatro La Fenice è un monito che dovrebbe far tremare chi predica moralità ma pratica favoritismi: la musica, quella vera, si è ribellata all’amichettismo.
Prima del concerto di Mahler, gli orchestrali hanno fatto un gesto semplice e potente: distribuire volantini per protestare contro la nomina di Beatrice Venezi. “La musica non ha colore, non ha genere, non ha età. La musica è arte, non intrattenimento”, recitava il messaggio.
Un messaggio chiaro, diretto, che mette in evidenza ciò che dovrebbe essere ovvio: merito e professionalità vengono prima delle raccomandazioni e degli amici giusti al posto giusto.
E allora è successo qualcosa di straordinario
Il pubblico non si è limitato a un applauso di circostanza. No, il pubblico ha raccolto quei volantini e li ha rilanciati in sala, trasformando una protesta individuale in un gesto collettivo, in un grido condiviso contro il sistema di favoritismi. Perfino una raccolta firme degli abbonati si è unita ai trecento dipendenti che da giorni chiedono la revoca della nomina.
Questo è ciò che succede quando l’amichettismo viene smascherato
Chi lo pratica con sfacciataggine – chi, dalla politica fino ai vertici dei teatri, pensa che le raccomandazioni valgano più della competenza – viene esposto alla luce di tutti. E finalmente, qualcuno si sta svegliando.
Civiltà…meritocrazia…partecipazione
Se il Teatro La Fenice è riuscito a dare una lezione di civiltà, meritocrazia e partecipazione, forse è tempo che chi governa smetta di predicare legalità e meritocrazia e inizi a praticarla davvero. Perché predicare contro l’amichettismo mentre lo si coltiva è l’arte della beffa, e il pubblico, stavolta, ha fatto capire che non si lascia più prendere in giro.


