Tredici milioni di silenzio

Tredici milioni di silenzio

16 Maggio 2026 0 Di admin

C’è qualcosa di straordinario nella capacità di questa amministrazione comunale di essere contemporaneamente muta e trionfante.

Muta quando si tratta di spiegare ai cittadini cosa sorgerà realmente sul territorio: un campus Data Center dalle dimensioni e dall’impatto ambientale enormi, con consumi energetici, esigenze infrastrutturali, emissioni acustiche e ricadute urbanistiche che meriterebbero almeno un dibattito pubblico serio.

Trionfante, invece, quando c’è da convocare una conferenza stampa e sventolare il famoso assegno da 13 milioni di euro come fosse la vincita alla lotteria del paese.

Peccato che i cittadini non abbiano comprato un biglietto.

Da mesi – o forse sarebbe meglio dire da troppo tempo – attorno a questo progetto aleggia un silenzio quasi liturgico. Nessun rendering dettagliato presentato alla cittadinanza, nessuna assemblea pubblica vera, nessuna spiegazione chiara sugli impatti ambientali, sul consumo di energia, sul traffico indotto, sul rumore continuo degli impianti di raffreddamento, sulle possibili conseguenze per la qualità della vita e persino per la salute dei residenti.

Nulla

Però sappiamo perfettamente quanto vale l’assegno.

Curioso modo di intendere la trasparenza: i numeri che fanno comodo vengono amplificati con microfoni e fotografie; le informazioni che permetterebbero ai cittadini di capire davvero cosa sta accadendo vengono invece custodite con la discrezione di un segreto industriale.

E allora la domanda è inevitabile: 13 milioni per cosa, esattamente?

Per compensare quale impatto?

Per convincere i cittadini che qualsiasi trasformazione del territorio sia automaticamente accettabile purché accompagnata da una cifra abbastanza grande da finire nei titoli dei giornali?

Perché qui non si discute se la tecnologia sia utile o meno. Nessuno pensa di tornare al piccione viaggiatore. Ma un conto è parlare di innovazione, un altro è pretendere che un’opera così invasiva venga accolta senza informazione, senza confronto e quasi senza diritto di parola.

Ed è qui che entra in gioco la responsabilità politica del primo cittadino che ha il dovere – prima ancora politico che morale – di tutelare la salute, la qualità della vita e gli interessi dei propri concittadini.

Per questo il silenzio dell’amministrazione pesa ancora di più.

Per questo il Sindaco deve assumersi il dovere della trasparenza, del confronto pubblico e persino del dissenso.

Perché se un progetto è davvero così vantaggioso come viene raccontato, allora non dovrebbe avere paura delle domande.

Il problema è che, al momento, le uniche cose davvero roboanti sono gli annunci.
Su tutto il resto, invece, resta un perfetto silenzio tombale.

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Immagine header: fonte www.ilgiorno.it