Referendum subito, la parola ai cittadini

Referendum subito, la parola ai cittadini

11 Giugno 2026 Off Di admin

Un enorme campus di data center sta per insediarsi nel nostro territorio.
Una decisione destinata a cambiare il volto del Comune per generazioni.
Eppure il Sindaco continua a non affrontare pubblicamente i cittadini.
Nessuna assemblea aperta
Nessun confronto vero
Nessuna risposta alle domande che molti continuano a porre

Perché?

Se il progetto è così straordinario come viene “narrato”, perché non chiedere ai cittadini cosa ne pensano?
Nel corso di un recente incontro pubblico, un cittadino ha avanzato una richiesta di buon senso: dare la parola ai cittadini attraverso un referendum consultivo. Una proposta che meriterebbe una risposta pubblica chiara e non il solito silenzio.
Una domanda semplice e chiara:

“Siete favorevoli all’insediamento nel territorio comunale di un campus di data center di grandi dimensioni?”

Perché la democrazia non dovrebbe fare paura a nessuno.
Ci è stato detto che nulla è stato già deciso
Che l’iter è al vaglio degli enti competenti
Che dobbiamo fidarci
Ma il futuro del nostro territorio non è una pratica da gestire dentro le quattro mura di palazzo
Non è una decisione da prendere tra pochi eletti

È una scelta che riguarda tutti
E tutti devono poter parlare

Lo statuto del Comune consente di fare richiesta al Sindaco allorché la richiesta di referendum sia sottoscritta da almeno il 5% dei cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune alla data del 1° gennaio dell’anno in cui viene presentata la richiesta.

E dobbiamo ringraziare proprio Lei, Sig. Sindaco. Senza la scenografia del mega assegno milionario forse molti cittadini non si sarebbero accorti della portata della partita che si stava giocando sopra le loro teste.

Peccato che, quando gli stessi cittadini hanno chiesto di conoscere davvero accordi, condizioni e conseguenze dell’operazione, la trasparenza tanto sbandierata sia sparita dietro le quinte e sia calato il sipario.

Ormai i cittadini sono abituati a conoscere le posizioni del sindaco quasi esclusivamente attraverso i social media (l’ultimo pubblicato proprio qualche ora fa) o le conferenze stampa, contesti nei quali difficilmente è possibile instaurare un confronto diretto o formulare osservazioni puntuali.

Forse è arrivato il momento di sostituire l’assegno gigante con una scheda referendaria.

Perché i cittadini non sono delle comparse, chiamate ad applaudire a spettacolo finito.
Sono i proprietari del palco.
Un referendum non fa paura a chi crede davvero nella volontà popolare