Data Center Magenta, il comunicato di Namira nasce già “scaduto”

Data Center Magenta, il comunicato di Namira nasce già “scaduto”

16 Giugno 2026 Off Di admin

26 pagine di osservazioni dell’ISS e non una parola nel comunicato stampa della proprietà. E ora il Sindaco che fa con quel mega assegno?

La pezza è peggio del buco, soprattutto se la pezza viene tagliata con la stoffa della settimana scorsa. Il comunicato stampa diffuso oggi, 16 giugno, da Namira SGR — società proprietaria dell’ex Novaceta — sul progetto del mega Campus Data Center ha un grande difetto di fabbrica: è già vecchio prima ancora di essere letto.

Sebbene sia stato datato e diffuso solo oggi, il testo sembra scritto prima del 9 giugno, ignorando completamente il vero e proprio “tsunami” scientifico che si è abbattuto sul progetto. Namira prova a rassicurare la città descrivendo un’opera green e sostenibile, ma lo fa basandosi esattamente sulla stessa documentazione progettuale che l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha appena vivisezionato e rimandato al mittente con ben 26 pagine di severe osservazioni e criticità.

Quella di Namira, dunque, non è una risposta.

Gli obblighi di legge non sono “regali” alla città

Nel comunicato c’è un retrogusto narrativo che non può passare inosservato. Namira ci parla dell’imponente bonifica dell’area e della decisione di sottoporre il progetto alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) nazionale quasi come se si trattasse di una loro graziosa concessione, un regalo magnanimo fatto alla comunità di Magenta. Nient’affatto: si tratta semplicemente di un rigido obbligo di legge.

Namira, com’è ovvio che sia, fa legittimamente i propri interessi economici e di business. Non è la benefattrice di Magenta, a dispetto della narrazione quasi “messianica” che il nostro Sindaco vuole farci credere, agitando un miserabile assegno di compensazione e dichiarandosi da tempo pronto a sottoscrivere una convenzione urbanistica. Una convenzione sulla quale, invece, sarà bene che la cittadinanza posizioni fin da subito una bella lente d’ingrandimento.

Chiedere all’oste se il vino è buono

Nel suo lungo elenco di “precisazioni”, Namira ci rende edotti su quanto lo studio sia conforme e sicuro. Ma queste rassicurazioni non possono tranquillizzare nessuno. Chiedere alla proprietà se il progetto del Data Center sia sicuro ed ecologico è — sia passata la battuta — come chiedere all’oste se il vino è buono. È ovvio che il promotore difenda la bontà della propria merce. Il problema è che l’ISS (un ente terzo e decisamente più autorevole dell’oste) ha sollevato osservazioni sul “cocktail” di inquinanti da particolato, sullo scenario da incubo dei 141 generatori diesel e sui rischi per l’acqua pubblica.

Di fronte a tutto questo, l’atteggiamento dei protagonisti di questa vicenda è desolante. Da un lato la proprietà, dall’altro l’amministrazione comunale: entrambe le parti si nascondono dietro comunicati stampa tardivi o monologhi social, evitando accuratamente il confronto reale.

I cittadini di Magenta, però, non si accontentano più delle veline preconfezionate e chiedono a gran voce una cosa sola: un’assemblea pubblica immediata dove si debba fare chiarezza su tutto, numeri e documenti alla mano.

Il “congelamento” della Convenzione e l’ironia del mega assegno

C’è però un passaggio del comunicato di Namira che suona come una clamorosa frenata per la giunta comunale. La proprietà scrive testualmente:

«…il Piano Attuativo e la Convenzione Urbanistica del Comune di Magenta realizzeranno soltanto quanto disposto nel decreto di VIA».

Traduzione: finché la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) non sarà conclusa — e visti i rilievi dell’ISS ci vorranno mesi di faticose integrazioni tecniche — la convenzione non può essere firmata. Tutto è bloccato.

E qui la domanda al Sindaco sorge spontanea, intrisa di una doverosa ironia.
Soltanto poco tempo fa, il primo cittadino si faceva fotografare sorridente esibendo un mega assegno di compensazione economica, vendendo di fatto l’operazione come cosa già conclusa e impacchettata.
Alla luce del blocco della VIA e del rinvio a giudizio tecnico del progetto, cosa farà ora il Sindaco?
Dovrà postdatare quel mega assegno?
Oppure dovrà stamparne un altro, e fra quanti mesi (o anni)?

La foga di incassare politicamente un risultato ha scontrato la dura realtà dei fatti e della salute pubblica. La parola ora deve tornare ai cittadini, in piazza e nell’assemblea pubblica che Magenta merita.

Appuntamento a domenica 21 giugno ore 10.00 in Piazza Liberazione