Harry Potter e il Cubo Tecnologico Magico
29 Giugno 2026Ormai siamo entrati nel regno della magia.
Sul Data Center il nostro Sindaco sembra aver conseguito il diploma alla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts.
Con un semplice colpo di bacchetta il gigantesco cubo tecnologico perde dieci metri d’altezza.
Wingardium Leviosa… ed ecco il magico ridimensionamento della struttura da 27 metri a solo 17 metri di altezza!
E che dire della sua straordinaria ubiquità?
Sempre presente sui social, sempre in ogni discussione, sempre pronto a rassicurare o bacchettare tutti. Talmente onnipresente che, evidentemente, non serve nemmeno organizzare un vero confronto pubblico con i cittadini.
Perché lui “parla con tutti”!
Peccato che, per sua stessa ammissione, non sia un tecnico.
E allora, quando arrivano le domande scomode, la bacchetta si spegne e compare la formula magica: “La verità è semplice: il progetto non lo approvano i post sui social e nemmeno le tifoserie politiche. Oggi è al vaglio di tutti gli enti competenti, chiamati a esprimersi sugli aspetti ambientali, urbanistici, energetici e viabilistici”.
Comodo!
Il coraggio… di non avere coraggio
Respingere tutte le richieste della minoranza per aprire un percorso di informazione pubblica è stata una scelta precisa. Al loro posto, una commissione chiusa tra le mura di Palazzo Formenti, riservata ai consiglieri.
Traduzione: i cittadini possono aspettare.
O meglio, contano quando c’è da mettere una croce sulla scheda elettorale.
Per il resto, possono accontentarsi del racconto ufficiale.
Il coraggio… di riscrivere la realtà
Si è cercato persino di presentare quella commissione interna come una grande apertura al dialogo.
Peccato che la richiesta fosse un’altra: un confronto pubblico, trasparente, aperto alla città. Cambiare completamente una proposta e poi accusare l’opposizione di non averla apprezzata è un esercizio di illusionismo più che di amministrazione.
Il coraggio… di non ammettere la paura
La sensazione è semplice: si teme il confronto.
Perché sempre più cittadini vogliono capire, informarsi, fare domande.
E pretendere risposte non è un atto di ostilità: è il minimo in una democrazia.
Forse il vero incantesimo non è far sparire dieci metri di edificio.
Forse il vero incantesimo sarebbe trovare il coraggio di organizzare un’assemblea pubblica, guardare i cittadini negli occhi e rispondere alle loro domande senza nascondersi dietro formule magiche.
La bacchetta, ormai, l’abbiamo vista. Adesso aspettiamo il coraggio.


