La favola del riscaldamento

La favola del riscaldamento

16 Gennaio 2026 Off Di admin

Quando il Sindaco accende solo le scuse

Nel borgo di Magenta c’era un Sindaco molto abile nel parlare e molto meno nel decidere.
Amava le conferenze, le dichiarazioni e soprattutto le spiegazioni su perché i problemi fossero sempre colpa di qualcun altro.

Nel centro del borgo sorgeva un grande liceo, frequentato da studenti che avrebbero dovuto studiare il futuro, ma che erano costretti a farlo con il cappotto addosso.
A scaldare l’edificio c’era una sola caldaia centralizzata, vecchia e affaticata, che doveva scaldare non solo il liceo, ma anche altri edifici comunali lì intorno.

La caldaia funzionava come poteva.
Era stata progettata per un altro tempo, un altro clima e soprattutto un altro livello di attenzione politica.

Da anni i tecnici segnalavano il problema:
Serviva sostituirla, potenziarla, o almeno separare gli impianti.
Le segnalazioni arrivavano puntuali.
Gli interventi, mai.

Quando l’inverno si fece rigido e gli studenti protestarono, il Sindaco convocò i giornali:
«L’edificio non è nostro», disse, con tono sollevato.
«La responsabilità è di altri

Qualcuno ricordò però che l’impianto di riscaldamento era gestito dal Comune,
che l’accensione la decideva il Comune,
che la manutenzione ordinaria spettava al Comune.

Allora il Sindaco cambiò versione:
«È colpa della Città Metropolitana.»
E non bastando, aggiunse:
«È colpa di una certa parte politica.»

Nel frattempo la caldaia continuava a fare il suo lavoro insufficiente,
gli studenti continuavano a battere i denti,
e il Comune continuava a scaldarsi con le parole.


MORALE

Quando un problema è noto da anni ma viene ignorato,
non è un’emergenza: è una responsabilità.
E chi governa senza intervenire,
quando arriva il freddo può solo accendere le scuse.

Qui il comunicato stampa di Città Metropolitana