RINASCIMENTO MAGENTINO

RINASCIMENTO MAGENTINO

8 Settembre 2026 Off Di admin

Quattro anni dopo, il programma elettorale è ancora in fase di decollo

by Gimmi & Annarita

La prima pagina era ambiziosa, quasi visionaria. Prometteva una nuova Magenta, una città capace di guardare all’Europa, attrarre imprese, creare lavoro e turismo, offrire nuovi servizi, infrastrutture moderne, tecnologie all’avanguardia e una proposta culturale di alto livello.

Il programma con cui l’attuale amministrazione si è presentata agli elettori e con il quale ha vinto le elezioni.

Quattro anni sono un tempo sufficientemente lungo per passare dalle parole ai fatti.
E allora vale la pena riaprire quel programma e fare una cosa molto semplice… 
vedere che cosa è successo nel frattempo.

Un passaggio molto ambizioso era trasformare Magenta in una vera “Città europea”.

Certo, qualche precedente internazionale ce l’abbiamo.

Nel 1859, durante la Battaglia di Magenta, da queste parti passarono francesi e austriaci.

Ma da allora ad oggi sul fronte europeo, per usare un termine calcistico, molto caro al Sindaco di tutti, forse non possiamo ancora parlare di una partita vinta.

Diciamo che la sfida è stata rinviata a data da destinarsi, probabilmente nel prossimo programma elettorale.

Poi arriviamo ai nuovi servizi. E qui comincia il gioco del nascondino. Perché dopo quattro anni viene spontaneo chiedersi: quali?

Non è facile individuarli; forse si tratta di servizi molto innovativi che, proprio per questo, richiedono ancora un po’ di tempo per essere realizzati, oppure sono rimasti nello stesso cassetto dove, evidentemente, è stato conservato il resto del programma.

Poi arriviamo alle infrastrutture moderne.

Qui basta fare un giro per la città e magari entrare anche nel palazzo comunale.

Alcuni uffici sembrano aver assunto una particolare colorazione non per una precisa scelta estetica, ma perché il tempo, indisturbato, ha fatto il suo lavoro e nessuno ha mai pensato almeno negli ultimi dieci/venti o forse trent’anni di imbiancare gli uffici.

Quanto alla manutenzione, evidentemente, non era contemplata nel programma elettorale. D’altra parte, più si aspetta a intervenire, più la tecnologia avanza e aumenta la possibilità di realizzare infrastrutture ancora più moderne. Almeno finché gli impianti non decideranno di andare definitivamente in pensione. 

Ma bisogna riconoscere Magenta è pur sempre una città storica, e in alcuni casi sembra volerlo dimostrare anche attraverso le proprie infrastrutture

Non dimentichiamo il nuovo PalaMagenta – modello moderno e green

E qui la domanda non è se sia giusto intervenire su una struttura sportiva. La domanda è un’altra: 

perché nel momento in cui si mette mano a una struttura pubblica non si coglie fino in fondo l’occasione per investire anche in efficienza energetica e sostenibilità?

Oggi parlare di fotovoltaico, risparmio energetico, riduzione dei consumi e tecnologie efficienti dovrebbe essere normale. A Magenta, invece, il “green” sembra essere rimasto ancora nel vocabolario delle buone intenzioni.

Ma non tutto è perduto. Il programma parlava di tecnologie all’avanguardia

E infatti, eccoci qui con l’arrivo di un grande Campus Data Center

Un progetto importante, potenzialmente capace di portare investimenti, occupazione e sviluppo. Insomma, finalmente qualcosa che sembra uscito davvero dal programma.

Peccato che sul progetto, almeno per quanto riguarda il rapporto con la cittadinanza, sia calato un curioso silenzio.

Un progetto talmente ambizioso che si è preferito tenerlo chiuso a chiave nella cassaforte comunale, per evitare che qualche Comune limitrofo possa impossessarsi di una struttura tanto importante, vista la vera e propria proliferazione di richieste in tutta la Lombardia.

L’unica grande immagine arrivata alla cittadinanza?

Una fotografia con un assegno milionario.

Del progetto si parla poco, dell’assegno molto di più.

Ma veniamo al punto più affascinante del programma: il concetto del bello.

Qui siamo davvero davanti a una svolta tangibile perché a breve partiranno i lavori per il restyling della piazza.

E finalmente Magenta potrà entrare nel suo Rinascimento perché una piazza bella è certamente importante.

Esiste una teoria amministrativa secondo la quale, se si sistema bene la piazza, tutto ciò che le sta intorno diventa automaticamente più bello.

Il palazzo comunale? più bello!

Le scuole? più belle!

Gli edifici pubblici che necessitano di manutenzione? improvvisamente più belli!

Una mano di nuovo arredo urbano e tutto ciò che avrebbe bisogno di essere veramente sistemato diventa un dettaglio trascurabile.

Speriamo almeno che la nuova piazza sia finalmente illuminata come merita

Il buio non è certo il miglior biglietto da visita per presentare il centro e, allo stato attuale, rappresenta purtroppo una delle sue principali criticità.

Resta però una domanda semplice ma inevitabile:

non sarebbe stato più utile destinare una parte di queste risorse alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici comunali, scuole comprese?

Perché il bello è importante. Ma sarebbe bello anche avere strutture pubbliche mantenute come si deve.

Quattro anni fa questo programma chiedeva agli elettori di credere in una visione.

Una Magenta europea. Una Magenta innovativa. Una Magenta moderna e attrattiva.

Una Magenta sostenibile, capace di produrre cultura, lavoro, turismo e sviluppo.

Una città che “vola alto”

Perché una cosa è certa: il programma era ambizioso. Talmente ambizioso che, a giudicare da quello che oggi vediamo, la realtà sembra avere ancora parecchia strada da fare per raggiungerlo.

E anche la squadra che quattro anni fa si presentava con la lista civica “Luca Del Gobbo Sindaco di Tutti” ha avuto nel frattempo qualche interessante evoluzione politica.

Alcuni protagonisti hanno lasciato la dimensione civica per approdare verso Forza Italia.

Una sorta di trasformazione politica in itinere, evidentemente, qualcuno ha scoperto che una casa politica poteva essere più confortevole di un’altra.

Ma non dobbiamo preoccuparci.

Tra non molto arriverà un nuovo programma elettorale.

E sarà sicuramente ancora più bello.

Le promesse saranno aggiornate.

Quelle rimaste incompiute verranno probabilmente riproposte con un nome più moderno.

Quelle realizzate potranno essere celebrate.

Quelle non realizzate potranno essere rilanciate.

Perché se dopo quattro anni il Rinascimento non è ancora arrivato, non è detto che sia fallito.

Magari è solo in ritardo