L’ideologia, la politica e quel contrasto che non c’è
6 Ottobre 2026Ci sono canzoni che appartengono al loro tempo e altre che, con il passare degli anni, sembrano acquistare una sorprendente capacità di raccontare il presente.
È il caso di Destra-Sinistra di Giorgio Gaber, una canzone che, ascoltata oggi, restituisce una fotografia sorprendentemente attuale della politica.
E viene spontaneo chiedersi se quelle parole non descrivano, con una certa ironia e forse anche con un po’ di rassegnazione, ciò che sta accadendo anche nella politica magentina.
Gaber parte da una convinzione, ma subito la mette in discussione:
“L’ideologia, l’ideologia
Malgrado tutto credo ancora che ci sia
È la passione, l’ossessione
Della tua diversità
Che al momento dove è andata non si sa
Dove non si sa, dove non si sa”
È una domanda che oggi non riguarda soltanto la politica nazionale. Può essere rivolta anche alla nostra città. Destra e sinistra continuano a esistere, le appartenenze vengono rivendicate, le differenze vengono sottolineate. Ma quando si passa dalle parole alle scelte concrete, capire dove queste differenze si manifestino davvero diventa talvolta più complicato.
La vicenda del Campus Data Center sull’area ex Novaceta è, da questo punto di vista, un esempio significativo. L’Amministrazione di centrodestra sostiene il progetto e ne ha accompagnato l’iter amministrativo. Dall’altra parte, le forze di opposizione che siedono in consiglio, hanno espresso critiche e perplessità, soprattutto rispetto agli effetti urbanistici, ambientali e alle prospettive per l’area. Ma agli occhi di chi osserva la politica cittadina, il contrasto non sembra assumere quella forma netta e inequivocabile che ci si potrebbe aspettare di fronte a una trasformazione così impattante per il futuro della città.
Poi l’autore sposta il problema: non basta dichiarare un pensiero, bisogna continuare ad affermarlo e soprattutto dare sostanza alle ragioni che lo sorreggono. Perché una contrapposizione politica ha senso quando dietro le parole ci sono idee diverse, visioni diverse e, soprattutto, scelte diverse.
Ed è qui che il secondo ritornello di Gaber sembra calzare quasi alla perfezione:
“L’ideologia, l’ideologia
Malgrado tutto credo ancora che ci sia
È il continuare ad affermare
Un pensiero e il suo perché
Con la scusa di un contrasto che non c’è
Se c’è chissà dov’è, se c’é chissà dov’è”
Un contrasto che viene continuamente evocato, ma del quale, quando si cerca di individuare il punto preciso, diventa difficile capire dove sia davvero.
E allora torniamo a Magenta e al Data Center.
Se una parte politica considera quella trasformazione una scelta positiva per la città, senza avere il coraggio di spiegarne apertamente le ragioni ai cittadini, mentre l’altra la ritiene sbagliata o comunque incompatibile con una diversa idea di sviluppo, la differenza dovrebbe essere chiara. Dovrebbe emergere senza bisogno di interpretazioni, distinguersi nei programmi e soprattutto nelle dichiarazioni.
Perché è proprio sulle scelte concrete che le appartenenze politiche dovrebbero trovare la loro ragione d’essere. Non basta dire di essere di destra o di sinistra. Occorre spiegare che cosa significhi esserlo quando ci si trova davanti a una decisione destinata a modificare un pezzo importante della città.
È qui che la canzone torna a essere sorprendentemente attuale. Non perché destra e sinistra non esistano più, ma perché troppo spesso sembra più facile riconoscere le appartenenze che le differenze sostanziali.
E arriviamo così all’ultima parte della canzone, quella più amara:
“Tutti noi ce la prendiamo con la storia
Ma io dico che la colpa è nostra
È evidente che la gente è poco seria
Quando parla di sinistra o destra”
L’autore invita a non attribuire tutto alla storia e a guardare invece alla
responsabilità di chi la politica la fa e di chi continua a parlarne
La sua conclusione è una provocazione ancora attuale.
Perché il problema non è stabilire se una parte abbia più ragione dell’altra.
Il problema è capire se esistano ancora, nelle scelte che contano, differenze abbastanza chiare da permettere ai cittadini di riconoscere una visione politica dall’altra.
E così, quasi per ironia della sorte, una canzone scritta molti anni fa sembra tornare a raccontare il presente. Cambiano i protagonisti, cambiano i progetti, cambiano le parole della politica. Ma il dubbio resta lo stesso.
Se il contrasto esiste, dove si vede davvero una diversa visione della città?
Forse è proprio questa la domanda che Gaber, con la sua ironia, ci ha lasciato in eredità. E forse oggi, guardando alla politica di Magenta, vale la pena farsela ancora una volta.

