“Comitato No Data Center Show”
1 Novembre 2026Benvenuti a Seahaven, pardon, Magenta
Signore e signori, mettetevi comodi e prendete i popcorn.
Nella redazione di un giornale locale il 27 ottobre scorso è andata in onda l’ultima attesissima puntata dello Show dal titolo “Data Center”. Un format avvincente dove il nostro vicesindaco/assessore preferito veste i panni del regista Christof del Truman Show
E se il vicesindaco è Christof, il Comitato per la Tutela del Territorio Magentino finisce inevitabilmente per vestire i panni di Truman. Proprio come il protagonista del film, che comincia a dubitare della realtà che gli viene quotidianamente rappresentata e cerca di capire cosa ci sia davvero dietro la scenografia, il Comitato osa fare domande, approfondire, consultare documenti e mettere in discussione la narrazione ufficiale. E proprio come accade a Truman, chi prova a guardare oltre il set diventa un problema per chi pretende di controllare la scena.
Guardando l’intervista, l’analogia è così potente che viene il dubbio che dietro le quinte non ci fosse un cameraman, ma direttamente Christof, il regista e padrone assoluto del film, intento a spiegare ai telespettatori come si costruisce una realtà artificiale a uso e consumo del pubblico, rigorosamente protetta da quel fastidioso e imprevisto elemento chiamato “contraddittorio“.
L’assessore si muove sul set con la spocchia di chi si sente l’unico depositario della verità. Bloccato dietro lo scudo protettivo delle telecamere, senza nessuno che possa smentirlo o fargli una domanda fuori copione, si lancia in un lungo monologo per fare la predica ad alcuni cittadini con il solito tono da burocrate. L’obiettivo? Bacchettare e ridicolizzare un comitato di liberi cittadini rei di aver osato fare un’analisi indipendente e aver espresso dei dubbi.
Il campionario sfoggiato nei minuti della diretta è da manuale:
– “scrivono falsità” (e lui se ne assume la responsabilità, che eroe!)
– “raccolgono granchi grossi e fanno gaffe“
– “fanno terrorismo e puro allarmismo“
In pratica, se poni delle domande sull’impatto energetico o ambientale nel tuo territorio, non sei un cittadino preoccupato e attivo, sei solo uno che non sa leggere le carte, un visionario che studia sui libri di Harry Potter o, peggio, un agitatore sociale.
C’è un’arroganza quasi commovente nel modo in cui l’amministratore usa i tecnici comunali come scudo umano (“gli atti li scrivono i dirigenti, mica io!“) per poi autoproclamarsi unico interprete autorizzato di quegli stessi atti.
Ma se la verità appartiene davvero solo e soltanto a lui, se le sue ragioni sono d’acciaio e se i dubbi di chi la pensa diversamente sono solo “falsità grottesche”, sorge spontanea una domanda:
perché il Vicesindaco ha così disperatamente bisogno di nascondersi dietro un monitor?
Perché continuare a tediare la cittadinanza con questi soliloqui social dove lui è contemporaneamente arbitro, giocatore e commentatore della partita?
Caro Assessore, le lanciamo una sfida aperta, visto che le piace tanto fare il professore che distribuisce voti (rigorosamente insufficienze) e note sul registro…
spenga le telecamere e scenda in piazza
Abbandoni per un attimo il confortevole sapore del monologo e organizzi un’assemblea pubblica. Venga tra i cittadini che rappresenta (e che pagano il suo stipendio). Guardi in faccia tutti e spieghi, a chi ha un punto di vista diverso dal suo, tutto ciò che secondo lei non è stato compreso.
Chi governa con trasparenza non ha paura del confronto e accetta anche di poter essere smentito. A meno che tutta questa aggressività non serva proprio a nascondere la paura che qualcuno, prima o poi, scopra cosa c’è davvero dietro la scenografia che da mesi ci viene raccontata.
Perché Truman, prima o poi, scopre che il mondo che gli hanno costruito intorno non è il mondo reale. E soprattutto scopre che ha tutto il diritto di uscire dal set!

