Il sindaco sotto assedio fugge dalle responsabilità
13 Dicembre 2025Magenta tra caos e manovre di potere
Sicurezza fuori controllo, giunta in fibrillazione e giochi di potere alle spalle dei cittadini
Magenta vive una stagione difficile, segnata da una crescente insicurezza che non è più percezione ma realtà quotidiana. Furti, rapine, risse e pestaggi si concentrano nel cuore pulsante della città, a pochi passi dal Palazzo comunale. Un paradosso che fotografa meglio di mille analisi lo stato di salute dell’amministrazione guidata da Luca Del Gobbo.
Di fronte a una situazione che richiederebbe leadership, assunzione di responsabilità e una strategia chiara, il sindaco sembra invece scegliere una strada già battuta: quella dello scaricabarile. Come già avvenuto in passato, il problema non viene affrontato alla radice ma spostato politicamente. Questa volta il bersaglio è il vicesindaco Enzo Tenti, titolare della delega alla Sicurezza, oggi sempre più isolato e silenziosamente esposto.
Le nuove jeep della polizia locale, rivendicate come risposta concreta, appaiono ai cittadini per ciò che sono: un intervento cosmetico, utile alla comunicazione ma inefficace senza un vero presidio del territorio. Il messaggio che passa è chiaro: il problema non è la sicurezza, ma chi la gestisce. E allora la domanda sorge spontanea: per quanto tempo Tenti manterrà la delega? E soprattutto: quando arriverà la consueta “ira” del sindaco, sempre pronto a individuare responsabilità altrui pur di non assumersi le proprie?
Ma la sicurezza è solo la punta dell’iceberg
Sotto la superficie si muove una partita ben più ampia: la redistribuzione del potere all’interno della giunta. Le indiscrezioni parlano di un possibile rimpasto nel 2026, con un clamoroso spostamento della delega alla Sicurezza verso la Lega. Una mossa politicamente curiosa, se non apertamente contraddittoria, considerando che Del Gobbo oggi siede sotto le insegne di Forza Italia, dopo aver definitivamente archiviato la lista civica con cui aveva conquistato il consenso nel 2022.
Un tradimento politico, quello della lista civica, che oggi presenta il conto
Quella che doveva essere autonomia si è rivelata fragilità; ciò che era cambiamento si è trasformato in rifugio. E ora il sindaco sembra guardare alla Lega come possibile nuovo asse di stabilità.
Un avvicinamento tattico?
Un riequilibrio di potere?
O un’operazione che si consuma “in barba” proprio a Tenti, figura di spicco di Forza Italia in Lombardia?
Intanto, dentro Forza Italia, l’aria si fa pesante
Volano stracci e si affilano coltelli. Le scadenze nazionali del 2027 si avvicinano, e Del Gobbo non ha mai fatto mistero delle sue ambizioni romane. In questo scenario, Magenta rischia di diventare solo una pedina sacrificabile, un territorio da amministrare con il minimo indispensabile mentre lo sguardo è già rivolto altrove.
Viene allora da chiedersi se la città non stia vivendo una doppia marginalizzazione: terra di nessuno sul fronte della sicurezza e spettatrice impotente delle faide interne di Forza Italia. Una Magenta dimenticata, mentre la politica si chiude nei palazzi e discute di equilibri, deleghe e poltrone.
Veni, vidi… scaricai
E qui torna alla mente la celebre esclamazione di Cesare, tradito da chi gli era più vicino:
“Tu quoque, fili mi?”
Un’espressione che oggi potrebbe riecheggiare tra i ranghi forzisti.
Arriva Natale, tutti saranno più buoni ?
Resta una sola speranza, tutta affidata all’ironia della politica locale: che, alle soglie del Natale, tutto si possa magicamente ricomporre. Magari tutti insieme, (sempre che qualcuno non declini un invito mai arrivato) davanti a una tavola imbandita, con un brindisi collettivo, qualche sorriso di circostanza e la promessa — l’ennesima — che da domani si penserà davvero alla città.
Peccato che Magenta, nel frattempo, continui ad aspettare un Rinascimento che non arriverà… mai!


