Crans Montana

Crans Montana

8 Gennaio 2026 0 Di Giuliana Labria

Non sappiamo quanto tempo occorrerà per esaurire le lacrime sulla tragedia di Crans Montana


Per le famiglie dei ragazzi morti probabilmente non basterà una vita.
Ma anche in questo lutto così tremendo ci sono considerazioni dure, scomode, che non possono essere eluse.
E sono meno banali, meno scontate, di “i colpevoli devono pagare”.

Siamo sicuri che tutti, davvero tutti vogliono la sicurezza? La vogliono veramente?
Mettere a norma strutture, edifici, impianti, dispositivi, genera costi, a volte anche molto elevati, così come far entrare in un locale il numero di persone prescritto dalle norme , e non una di più’, genera una perdita economica per gli avidi cassetti di certi operatori.


Sulla tragedia di Crans Montana ho sentito un’intervista ad un comandante dei VV FF che ha detto parole da incorniciare : “Adesso tutti stiamo piangendo e richiamando l’attenzione sulla necessità di far rispettare le norme. Quando pero’ noi o altre autorità deputate facciamo i sopralluoghi e diamo prescrizioni o sanzioniamo gli operatori proprio per questo scopo, tutto questo viene vissuto con fastidio e insofferenza da parte degli operatori stessi , e anche dall’ opinione pubblica”.


La gente non ci arriva a pensare che i controlli e le prescrizioni sono fatti nell’interesse della vita e della sicurezza. Per troppi e’ “fastidiosa burocrazia”.


Salvo poi stracciarsi le vesti quando succedono tragedie come queste.
Bene i processi, bene le indagini, bene i provvedimenti sanzionatori, ma tutto questo non restituirà la vita di chi l’ha persa.
La prevenzione resta sempre la cosa migliore da fare, anche se a volte e’ costosa e se può’ scontentare qualcuno.
Occorre educare alla sicurezza, creare una vera cultura della sicurezza.
E per fare questo e’ necessario uscire dalla schizofrenia ipocrita “ ma basta con queste regole ! / se avessero rispettato le regole tutto questo non sarebbe successo”.