Non è una riforma tecnica: è una scelta sulla nostra democrazia

Non è una riforma tecnica: è una scelta sulla nostra democrazia

15 Febbraio 2026 0 Di admin

Il 22 e 23 marzo saremo chiamati a votare su una modifica della Costituzione che riguarda la magistratura. Il quesito è lungo, pieno di parole complesse — “ordinamento giurisdizionale”, “Corte disciplinare” — ma la domanda vera è molto più semplice: vogliamo cambiare l’equilibrio che garantisce l’indipendenza dei giudici?

Quando si parla di Costituzione non si parla di un regolamento qualsiasi. Si parla delle fondamenta dello Stato. Le regole che tengono in equilibrio Parlamento, Governo e magistratura non sono dettagli tecnici: sono garanzie per i cittadini.

La riforma interviene proprio su questo equilibrio. Modifica il ruolo del Consiglio Superiore della Magistratura e istituisce una nuova Alta Corte disciplinare. Non è solo una questione di organizzazione interna: è una ridefinizione dei pesi e dei contrappesi tra i poteri.

Molti cittadini sentono la giustizia lontana, lenta, complicata. Ed è vero: i problemi esistono. Ma una cosa è rendere più efficiente il sistema, un’altra è cambiare le garanzie costituzionali che lo proteggono dalle interferenze politiche.

Questo referendum non è per esperti di diritto.
È per tutti.
Perché ogni volta che si modifica la Costituzione si decide che tipo di democrazia vogliamo.