E mentre i “bulli” litigano… la città sprofonda
10 Giugno 2026Oltre i confini e oltre il palcoscenico social: Corbetta rispetti Magenta, Del Gobbo difenda la sua città e non la esponga al ridicolo.
C’è un limite che la politica spettacolo e la ricerca spasmodica di “like” non dovrebbero mai superare: quello del rispetto istituzionale e della dignità dei cittadini.
Un limite che, purtroppo, è stato ampiamente valicato nelle ultime ore dal Sindaco della vicina Corbetta, il quale, attraverso un video pubblicato sui propri canali social, ha pensato bene di intervenire sulla complessa e dolorosa vicenda dei Data Center ex Novaceta.
Nel tentativo maldestro di sbeffeggiare le giravolte politiche di Luca Del Gobbo, il Sindaco di Corbetta ha finito per esporre al pubblico ludibrio l’intera comunità magentina. Un insulto gratuito che noi cittadini, legati ai valori della cosa pubblica, rispediamo al mittente con sdegno e assoluta fermezza
Cosa significa, sig Ballarini, essere un Sindaco: il dovere dell’istituzione
Essere un Sindaco non significa gestire una pagina social come un “influencer” a caccia di reazioni. Essere un primo cittadino significa incarnare un’istituzione. E le istituzioni parlano un linguaggio fatto di serietà, di rispetto per i territori vicini e di solidarietà tra comunità. Ironizzare sui problemi urbanistici, ambientali e sociali di una città confinante non è solo una caduta di stile; è uno sgrammaticato atto di sconsideratezza istituzionale.
Il Sindaco di Corbetta farebbe bene a ritrovare il senso del limite e il decoro del proprio ruolo: si occupi della sua città e dei suoi problemi, perché a nessuno a Magenta interessa il suo parere, né tantomeno qualcuno glielo ha chiesto. Come ha dimostrato lo straordinario muro umano dell’8 giugno, i magentini sanno difendersi benissimo da soli.
La comunità di Magenta è matura, consapevole, informata e perfettamente capace di difendere il proprio territorio da sola, senza bisogno di sciacallaggi politici o di patenti di ironia calate da fuori.
La colpa di Del Gobbo: aver esposto Magenta alla berlina
Se Magenta si trova oggi al centro di questa spiacevole attenzione mediatica, la responsabilità politica ha però un nome e un cognome precisi: Luca Del Gobbo. È stato il suo modo di amministrare – chiuso nelle stanze del Palazzo, refrattario al confronto e sistematicamente assente dai momenti di dibattito pubblico con la cittadinanza – ad aver esposto la nostra città al pubblico ludibrio.
Un progetto di tale portata, con 5 Data Center, una sottostazione elettrica e 141 generatori di emergenza a gasolio, non può essere fatto cadere sulla testa dei magentini dalla sera alla mattina, quasi fosse un pacco postale. È stata proprio questa opacità, questo rifiuto della trasparenza democratica da parte della giunta di centrodestra, a creare il vuoto politico in cui altri hanno potuto inserirsi per fare ironia da bacheca social. Chi non difende la propria città dal basso, coinvolgendo i cittadini, la rende inevitabilmente vulnerabile agli attacchi esterni.
Caro Sig. Sindaco di Corbetta, l’inquinamento non ha confini
C’è infine un dettaglio tecnico e politico che il Sindaco di Corbetta sembra ignorare nella sua foga comunicativa: le emissioni non si fermano al cartello stradale di confine. I 141 generatori a gasolio e i colossali sistemi di raffreddamento previsti all’ex Novaceta non scaricheranno le loro esternalità negative solo entro i confini catastali di Magenta. Il particolato fine (PM10), le emissioni di CO2, l’inquinamento acustico a bassa frequenza e l’inevitabile innalzamento della temperatura locale causato dalle “isole di calore” dei server sono fenomeni fisici che non conoscono dogane.
Quelle ricadute ambientali e sanitarie avranno un impatto probabile e pesante anche sul territorio di Corbetta e sui suoi stessi cittadini. Forse, invece di sorridere a favore di telecamera per colpire l’avversario politico, il primo cittadino corbettese farebbe bene a studiare i faldoni ambientali e a preoccuparsi di ciò che respireranno i suoi concittadini nei prossimi anni.
La transizione ecologica e la difesa della salute pubblica sono battaglie serie, complesse, che richiedono la massima cooperazione territoriale, non la ricerca dell’effetto comico. Magenta ha dimostrato l’8 giugno di essere viva e pronta a lottare.
Chiediamo a chi governa le città vicine di guardare a questa mobilitazione con il dovuto rispetto e il rigore che la democrazia impone.


