PURGA A PALAZZO: Del Gobbo caccia il Vicesindaco Tenti ?

PURGA A PALAZZO: Del Gobbo caccia il Vicesindaco Tenti ?

12 Giugno 2026 Off Di admin

La maggioranza si sbriciola sui Data Center e il Sindaco resta solo nel suo bunker

I nodi, alla fine, vengono al pettine. Chi pensava che le crepe all’interno della maggioranza di centrodestra fossero solo fantasie dell’opposizione, oggi deve fare i conti con la realtà della purga politica più clamorosa degli ultimi anni. Il Sindaco Luca Del Gobbo starebbe in queste ore dando il benservito a Enzo Tenti, suo vicesindaco e assessore con deleghe pesantissime: Lavori Pubblici, Sicurezza e Polizia Locale.

L’uomo della massima fiducia, colui che lo aveva accolto a braccia aperte in Forza Italia, colui che fino a qualche mese fa era il suo braccio destro nell’esecutivo, starebbe per essere brutalmente accompagnato alla porta. Quale il motivo dell’allontanamento? forse il dissenso di Tenti sul data center nell’ex area Novaceta?

Il fatto

Il giallo dell’assegno

A molti osservatori attenti non era sfuggito un dettaglio macroscopico durante la sfilata trionfalistica della maggioranza davanti ai fotografi: nella messinscena del famigerato “assegno da 13 milioni di euro” esibito dalla giunta, la sedia di Enzo Tenti era rimasta clamorosamente vuota. Quella che l’Amministrazione voleva far passare come una distrazione o un’assenza di routine era in realtà il sintomo macroscopico di una frattura insanabile.

Le rivelazioni che filtrano dalle stanze di Piazza Formenti descrivono una vera e propria resa dei conti. Il dissenso contro un’opera dall’impatto ambientale così devastante ha spaccato la coalizione. Il dissenso di Tenti appare evidente.

Le indiscrezioni

Un Sindaco allergico al dissenso

Il sempre più imminente siluramento del Vicesindaco svela la vera natura della leadership di Del Gobbo: un modello politico autoritario, arroccato nel proprio bunker, incapace di tollerare non solo la critica esterna, ma persino il minimo dubbio democratico interno. Del Gobbo non convoca assemblee pubbliche con la città perché ha paura del confronto; oggi scopriamo che non tollera il dibattito nemmeno all’interno delle sue stesse mura. Chi non si allinea ciecamente al “diktat del cemento”, chi solleva dubbi legittimi sui 141 generatori a gasolio e sulla qualità dell’aria dei quartieri, viene eliminato senza cerimonie.

Ad appena un anno dalle elezioni comunali, il quadro politico è politicamente devastante per il centrodestra. Il Sindaco si trova oggi a gestire la patata bollente del Data Center in una condizione di totale isolamento. Abbandonato persino dai suoi fedelissimi della prima ora, rimasto senza il suo pilastro amministrativo, Del Gobbo appare sempre più solo al comando di una nave che imbarca acqua da tutte le parti.

Il commento

Il risveglio di Magenta contro l’arroganza del potere

Mentre il Palazzo si consuma nei suoi regolamenti di conti e nelle purghe staliniste in salsa locale, la città fuori continua a muoversi. Quell’incredibile muro umano che lunedì 8 giugno ha riempito l’assemblea pubblica delle forze progressiste ha dimostrato che il dissenso non si può silenziare con qualche soliloquio dinanzi a una stampa che ben si guarda dal porre domande scomode.

Magenta disinteressata alle dinamiche del potere si dimostra al contrario molto interessata al suo futuro i cittadini lo stanno dicendo con molta chiarezza.

Il dibattito in città

Perché no a questo data center

Mentre l’amministrazione litiga e si spacca il dibattito in città – così come nei paesi limitrofi – si arricchisce di spunti e contrapposizioni, c’è un elemento essenziale che va sottolineato con forza per non rischiare di perdere la bussola.

Molte delle osservazioni fatte in questi giorni, seppur meritevoli di attenzione in linea generale, commettono un errore di fondo: non tengono conto della realtà geografica e umana del nostro territorio. Un data center di queste proporzioni, all’interno del perimetro urbano e in un quartiere affollato di famiglie, case e scuole, semplicemente non può starci.

Si può discutere su tutto.
Ma su questo punto NO.
La salute dei nostri figli, la tutela del nostro tessuto sociale e il buonsenso urbanistico non sono negoziabili. Su questo, Magenta non arretrerà di un millimetro.