L’assessore sale in cattedra

L’assessore sale in cattedra

3 Luglio 2026 Off Di admin

dalla “lectio magistralis” del comunicato pubblicato sul sito comune di Magenta “Data Center sa da fare punto e basta!”

C’è un’immagine che il comunicato restituisce perfettamente…

quella di un professore che sale in cattedra in un’aula ormai vuota, convinto di essere l’unico depositario del sapere.

Non c’è spazio per il confronto, perché il confronto presuppone che qualcuno possa avere qualcosa da aggiungere.

Qui, invece, esiste una sola verità, la sua!

Così dispensa lezioni, liquida ogni osservazione come “confusione”, ogni critica come distrazione, ogni dubbio come ignoranza.

Il solito disco rotto:

“lo dico da mesi”

“le norme parlano chiaro”

“informatevi meglio”

quasi a voler trasformare il dissenso in un problema di comprensione e non in una legittima richiesta di chiarimento.

Assessore, continui pure a fare il Professore, ma ricordi che prima o poi arriverà il momento del confronto con i suoi cittadini!

E, nel frattempo, qualche ripetizione di umiltà non le farebbe male.

La politica non è un’aula universitaria e chi amministra non è chiamato a fare il docente.

È chiamato ad ascoltare, a spiegare, a confrontarsi.

Per amministrare non basta dire “fidatevi di me” ma bisogna anche convincere chi ascolta.

C’è però un dettaglio che colpisce più di tutti.

Questo professore sembra sentirsi perfettamente a suo agio dietro la cattedra, mentre evita con estrema cura l’unico momento che conta davvero: il confronto con gli studenti.

Peccato che, in questa storia, gli studenti siano i cittadini, quelli che fanno domande, chiedono spiegazioni e pretendono trasparenza su decisioni che riguardano il futuro della loro città.

Assessore perché continuare a parlare dall’alto di una cattedra invece di scendere tra i banchi e rispondere alle domande senza liquidare chi dissente come “confuso” o “distratto”?

Professore-Assessore, è ora di disabituarsi alle lezioni a senso unico: lasci un po’ di spazio al democratico “alzata di mano” dei suoi studenti-cittadini.