Lectio Magistralis
9 Luglio 2026Quando l’ex assessore e vicesindaco impartisce lezioni di politica… alla sua stessa maggioranza.
Facciamo subito una premessa.
Non condividiamo certo le posizioni di Enzio Tenti, soprattutto quando sostiene di non essere contrario ai Data Center.
Peccato che quello previsto per Magenta non sia un semplice Data Center, ma un impattante cubo energivoro incastonato in un territorio che, invece, avrebbe ben altro valore da preservare.
E siamo rimasti scioccati e profondamente preoccupati da un’altra affermazione: quella secondo cui chi oggi amministra la città avrebbe già gettato le basi per un secondo progetto di Data Center.
E, guarda caso, il pensiero corre inevitabilmente alla già martoriata e troppo spesso sacrificata frazione di Pontenuovo.
Complimenti al nostro sindaco.
Davanti alle telecamere evita accuratamente di esprimere qualsiasi opinione personale sui data center, nessun confronto con i cittadini, nessuna parola che possa modificare il copione. Dietro le quinte, però, sembra che lo scivolo verso il precipizio sia già stato accuratamente oliato. Consola poco sapere che proprio a Pontenuovo abita anche l’assessore competente, oggi promosso a vicesindaco.
Sicuramente il momento più gustoso della conferenza di Tenti è stato senza dubbio la lectio magistralis impartita dall’ex vicesindaco ai suoi ex compagni di viaggio.
Con toni pacati, ma sorprendentemente efficaci, Tenti ha demolito la convenzione sottoscritta dal Comune di Magenta. Una convenzione che, a suo dire, non ha minimamente considerato le ricadute future di un insediamento tecnologico di queste dimensioni sul territorio e sui cittadini, accontentandosi invece di un assegno una tantum destinato a qualche intervento di facciata.
Noi, più prosaicamente, li chiameremmo spot elettorali.
E qui viene spontanea una domanda: se perfino chi ha fatto parte di quella squadra oggi ne critica le scelte, forse qualche domanda dovrebbe porsela anche chi continua a difenderle a spada tratta.
Va detto, per onestà, che quella convenzione Tenti non l’ha firmata. Un’assenza dalla giunta Del Gobbo che, col senno di poi, gli consente oggi di parlare con una libertà che altri sembrano aver smarrito.
Il tutto si potrebbe riassumere con una metafora antica quanto attuale: il sogno del faraone. Prima arrivano le sette vacche belle e grasse: il maxi assegno, gli annunci, i rendering scintillanti, le promesse di sviluppo. Poi, inevitabilmente, arrivano le sette vacche magre: i costi ambientali, il consumo di suolo, l’impatto energetico, le conseguenze che resteranno sul territorio quando gli effetti speciali della presentazione saranno ormai un lontano ricordo.
E non è finita.
Per la prima volta, infatti, chi ha governato Magenta fino all’altro ieri, ha parlato di visione prospettica, di recupero dell’energia prodotta e, soprattutto, di condivisione delle scelte con chi la città la vive ogni giorno: i cittadini.
Curioso, perché sono esattamente gli argomenti che il Sindaco, da qualche tempo, sembra aver accuratamente rimosso dal proprio vocabolario.


