Oggi il Sindaco le ha cantate a tutti

Oggi il Sindaco le ha cantate a tutti

15 Luglio 2026 Off Di admin

Ci sono frasi che meritano di essere scolpite nella pietra.

O, quanto meno, trascritte con il dovuto risalto.

Nell’ultima conferenza stampa il nostro Sindaco ha affermato di essere:

“Un uomo delle Istituzioni”

Una definizione impegnativa. Di quelle che evocano equilibrio, confronto, ascolto e rispetto delle regole democratiche.

Poi arriva la seconda.

“Un uomo fermamente ancorato alla Costituzione italiana”

E qui il livello si alza ulteriormente.

La Costituzione, quella che riconosce la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica come uno degli elementi fondamentali della democrazia.

Infine, il capolavoro.

“L’assemblealismo non ha un percorso istituzionale”

Una frase destinata a lasciare il segno.

Perché, a quel punto, il cittadino si pone una domanda semplice:

se non si discute insieme di un progetto che potrebbe cambiare il volto del territorio, quando si dovrebbe farlo?

Oggi il modello sembra un altro: si comunica, si illustra, si rassicura.

Le domande, possibilmente, arrivano dopo (a progetto definitivo).

O forse mai!

Ed è proprio questo il paradosso che colpisce: richiamare con convinzione il ruolo delle Istituzioni e della Costituzione, per poi considerare il confronto pubblico quasi un lusso superfluo.

Naturalmente ogni amministrazione ha il diritto di sostenere le proprie scelte.

Ma la forza delle istituzioni non si misura dalla capacità di parlare, bensì anche dalla disponibilità ad ascoltare.

Perché le Istituzioni non perdono autorevolezza quando rispondono alle domande dei cittadini.

Semmai la rafforzano.

Cari magentini, cari firmatari, fatevene una ragione: il nostro Sindaco è stato chiaro.

Davanti alle telecamere, rigorosamente senza contraddittorio, ha ribadito che

Qui l’assemblea nun se po’ fa

A questo punto c’è ben poco da aggiungere.

L’unico invito è quello di ascoltare con attenzione il monologo, nel quale ribadisce che

“il Data Center non è un male assoluto”

Può darsi. Nessuno sostiene che lo sia.

Forse, però, il punto non è il Data Center in astratto, ma il Campus Data Center previsto nel cuore del nostro territorio. È una differenza sottile, ma abbastanza grande da meritare qualche domanda. Domande che, evidentemente, dovranno continuare a rimanere senza un’assemblea pubblica.

Noi oggi preferiamo cantarle in maniera simpatica
(e che Jannacci ci perdoni)

Che scusé, ma mi vöri cüntà d’un me amìs che ‘l era andà al municipi; sül stradùn per andare all’ex Novaceta, ‘l era lì, e l’idea lo colpì.  

El purtava i scarp del tennis, el parlava de per lü, rincorreva già da tempo un bel sogno de paes. El purtava i scarp del tennis, el gh’aveva dü öcc de bun; l’era certo che il futuro, al se ciama Data Center!  

Un bel dì che ‘l era adré a parlà de per lü, l’avea vista pasà: la Costituzione, che pareva il tricolore; ma pö lü ‘l è stà bun pü de parlà.

El purtava i scarp del tennis, el parlava de per lü, rincorreva già da tempo un bel sogno de paes.
El purtava i scarp del tennis, el gh’aveva dü öcc de bun; l’era certo che il futuro, al se ciama Data Center!  
Scusate, ma vorrei raccontarvi di un mio amico che era andato al municipio; sullo stradone che conduce all’ex Novaceta, era lì, e l’idea lo colpì.

Portava le scarpe da tennis, parlava da solo, rincorreva già da tempo un bel sogno di paese. Portava le scarpe da tennis, aveva due occhi di uno che è buono; era certo che il futuro, si chiama Data Center!  

Un bel giorno, mentre stava parlando da solo, l’aveva vista passare: la Costituzione, che sembrava il tricolore; poi lui non fu più capace di parlare.  

Portava le scarpe da tennis, parlava da solo, rincorreva già da tempo un bel sogno di paese. Portava le scarpe da tennis, aveva due occhi di uno che è buono; era certo che il futuro, si chiama Data Center!