Magenta si fa bella
24 Agosto 2026Peccato che Palazzo Formenti, non abbia ancora ricevuto l’invito
Si dice che il Rinascimento debba cominciare da casa propria.
Del resto, una bella casa dovrebbe essere il modello sul quale costruire il resto del paese.
Se è davvero così, a Magenta possiamo stare tranquilli…
il Rinascimento è ancora lontano!
Prendiamo il Comune, la casa di tutti noi.
Anzi, la seconda casa del Sindaco e del suo Vice fresco di nomina, considerato il tempo che vi trascorrono per amministrare la città.
Ebbene, bisogna riconoscerlo,
da fuori Palazzo Formenti si presenta decorosamente
la facciata è rassicurante, istituzionale, quasi elegante.
Ma è entrando che si scopre il vero capolavoro.
Dentro le mura, infatti, sembra di assistere a una straordinaria esposizione permanente sull’involuzione infrastrutturale. Un museo del passato!
L’ultima grande innovazione, almeno da quanto si è potuto vedere frequentando Palazzo Formenti, sembra essere rappresentata dai pinguini.
No, non quelli dello zoo ma quelli utilizzati per fronteggiare il caldo particolarmente intenso di questa estate e cercare di compensare impianti ormai vetusti e malfunzionanti, garantendo a chi lavora negli uffici condizioni di temperatura più accettabili.
E poi ci sono i servizi.
Qui, per gli utenti, il consiglio è semplice:
se potete, evitate di usare i bagni
perché potreste ritrovarvi catapultati in un film sulla modernità, ma girato qualche decennio fa. Sempre che i bagni siano accessibili, naturalmente. Perché talvolta capita che rimangano chiusi per manutenzione per settimane. O, con un pizzico di fortuna, anche per periodi decisamente più lunghi.
E già che ci siamo, sarebbe forse il caso di guardare oltre le mura e mettere mano all’intera struttura.
I serramenti, per esempio, sono un autentico esempio di efficienza energetica: consentono infatti di risparmiare sulla loro sostituzione.
Ormai sostituirli non sembra più una scelta consigliabile: è diventata una necessità.
Quanto alla parte energetica, niente paura
tra qualche inverno ci penserà il nuovo campus data center ad aumentare la temperatura locale.
Sempre che, nel frattempo, la caldaia di Palazzo Formenti non decida definitivamente di andare in pensione, dopo aver dato tutto quello che poteva dare.
Se poi con gli introiti del nuovo progetto campus data center riusciamo ad installare qualche piccolo (per la paesaggistica) pannello solare, tutto di guadagnato, anzi no di risparmiato.
Insomma, cari magentini, la nostra città ha certamente attraversato anni migliori.
E questo dovrebbe far riflettere. E quando una città si trova ancora a fare i conti con strutture che sembrano chiedere aiuto, servizi che funzionano a intermittenza e infrastrutture che avrebbero bisogno di una vera stagione di rinnovamento, forse qualche domanda è legittimo porsela.
Non basta la buona volontà di una Amministrazione per invertire una parabola discendente, soprattutto quando la discesa è cominciata da tempo.
Servono programmazione, investimenti, manutenzione e soprattutto una visione.
Ma non disperiamo.
Il Rinascimento è in corso d’opera.
Prima o poi riusciremo a vederlo.
E se davvero la grandezza del Rinascimento dovesse essere proporzionata alle dimensioni del nuovo campus data center, allora possiamo stare certi di una cosa:


