Due sindaci, due data center e una sola assemblea pubblica…dove?

Due sindaci, due data center e una sola assemblea pubblica…dove?

19 Settembre 2026 Off Di admin

Ci sono due sindaci – due liste civiche – due comuni dell’Ovest Milanese – due aree industriali dismesse da recuperare.

E, soprattutto, due data center destinati a trasformare aree significative dei rispettivi territori.

Da una parte Gianmarco Reina, eletto sindaco di Cusago nel 2024 con la lista civica “SiAmo Cusago”

Dall’altra Luca Del Gobbo, rieletto sindaco di Magenta nel 2022, anche grazie alla lista “Luca Del Gobbo Sindaco di Tutti”

Insomma, due sindaci che arrivano al governo delle loro città anche attraverso un percorso civico, con il rapporto diretto con il territorio alla base del consenso.

Poi arriva il futuro.

E il futuro, curiosamente, ha la forma di un enorme edificio pieno di server, trasformatori, impianti di raffreddamento e generatori.

La logica di fondo è la stessa: riqualificare aree industriali dismesse.

A Magenta c’è l’area ex Novaceta, un progetto che prevede un campus composto da cinque edifici per circa 130 mila metri quadrati che prevede 141 generatori di emergenza.

A Cusago la partita è inserita nel più ampio programma di sviluppo nell’area milanese. Il programma infatti riguarda più strutture tra Cusago e Settimo Milanese.

La vera differenza non è nei server…

perché davanti a progetti di queste dimensioni il cittadino non chiede necessariamente al sindaco di conoscere ogni dettaglio di una sottostazione elettrica ma chiede una cosa molto più semplice:

“Che cosa succederà a casa mia?”

E soprattutto:

“Me lo spiegate prima o dopo che avrò letto tutto sul sito del Ministero?”

A Magenta l’amministrazione Del Gobbo ha scelto una comunicazione pubblica, molto istituzionale ma decisamente meno partecipativa. Conferenze stampa, interviste, interventi, comunicati e spiegazioni rigorosamente social.

E questo nonostante che i comitati contrari al progetto, abbiano raccolto migliaia di firme per chiedere maggiore trasparenza e un confronto pubblico.

Trasparenza amministrativa e percezione della trasparenza da parte dei cittadini non sono necessariamente la stessa cosa.

A Cusago il copione è diverso. Il Sindaco ha scelto la via della comunicazione e del confronto pubblico.

Per un cittadino la differenza tra, “aspettiamo le verifiche del Ministero” e “il Comune organizza un confronto pubblico per spiegare che cosa potrebbe succedere” può essere piuttosto significativa.

A un sindaco spetta soltanto presidiare il procedimento, oppure anche farsi interprete di quel procedimento davanti ai propri cittadini?

La lezione di democrazia partecipata arriva da pochi chilometri di distanza.

Un data center non è soltanto una pratica urbanistica.

Non è soltanto una VIA.

Non è soltanto una conferenza dei servizi.

E soprattutto non è soltanto una serie di PDF da scaricare dal sito del Ministero.

È una trasformazione impattante del territorio.

E quando un sindaco governa una trasformazione del genere, il rapporto con i cittadini diventa parte sostanziale della partita.

Perché il cittadino difficilmente accetta di scoprire che il futuro del proprio quartiere è scritto in burocratese da 500 pagine e che, per capirlo, deve diventare contemporaneamente urbanista, ingegnere e funzionario ministeriale.

Magenta si prepara al suo Rinascimento industriale-digitale.

L’area ex Novaceta dovrebbe diventare un campus tecnologico, l’area dismessa dovrebbe rinascere, arriverebbero oneri per circa 19 milioni di euro, di cui 13 milioni destinati a interventi per la città.

Tutto molto moderno, tutto molto europeo, tutto molto “cloud”.

Ma c’è una tecnologia ancora più importante dei server…

la comunicazione con chi vive sul territorio.

E allora, mentre Magenta prepara il proprio Rinascimento, forse non sarebbe male guardare appena oltre il confine comunale.

Non per copiare le scelte di Cusago.

Non per stabilire quale sindaco abbia ragione.

Ma per ricordarsi di una cosa elementare… che davanti a trasformazioni territoriali di questa portata, il cittadino non dovrebbe mai essere l’ultimo a sapere.