Fogli, fogli e ancora fogli…
4 Novembre 2026ma quando li vedremo davvero?
Se Kafka fosse ancora tra noi, probabilmente troverebbe in questa vicenda materiale interessante per un nuovo romanzo.
Un giorno sì e l’altro pure, torna in scena il nostro vicesindaco, sempre circondato da fogli, documenti, carte e incartamenti di ogni genere. Li mostra, li sventola, li agita con una certa teatralità, accompagnando il tutto con spiegazioni dai toni così sicuri e perentori da far sembrare persino fuori luogo l’idea che qualcuno possa avere qualche domanda o, addirittura, un’opinione diversa.
Ormai la scenografia è sempre la stessa: carte, fascicoli e documenti che occupano la scena, il vicesindaco al centro e un copione recitato con grande sicurezza. La rappresentazione non manca di nulla, se non di un dettaglio apparentemente secondario…
manchiamo NOI… i cittadini
Sì, perché a questo punto sorge spontanea una domanda, forse persino indiscreta: ma noi cittadini, per poter vedere questi famosi documenti, conoscere queste verità così solidamente rappresentate e magari formulare qualche domanda, cosa dobbiamo fare?
Presentare migliaia di firme per un’assemblea pubblica?
Oppure attendere la prossima intervista social, sperando che almeno una pagina venga mostrata abbastanza a lungo da poterla leggere?
Perché, vedete, c’è una differenza piuttosto sostanziale tra sventolare dei fogli davanti a una telecamera e metterli sul tavolo davanti ai cittadini.
Nel primo caso si fa comunicazione. Nel secondo si fa trasparenza.
E, soprattutto, si accetta il contraddittorio.
Sia chiaro, nessuno mette in dubbio che i documenti siano regolarmente depositati e consultabili presso gli uffici comunali.
Ma diciamoci la verità: non tutti i cittadini hanno il tempo, le competenze o semplicemente la possibilità di andare a recuperarli, raccoglierli, interpretarli e metterli insieme per ricostruire un quadro completo del progetto. E soprattutto, consultare una montagna di carte (come è solito dire il nostro amministratore) non significa automaticamente riuscire a comprenderne il contenuto e le implicazioni.
È proprio per questo che un’assemblea pubblica avrebbe un valore ben diverso: sarebbe l’occasione per illustrare finalmente questi documenti, consultarli insieme e discuterne apertamente con i cittadini.
Promettiamo persino di non applaudire, se non sarà il caso. E magari di non fare domande troppo difficili.
E già che ci siamo, forse sarebbe il caso di smettere anche di puntare il dito contro i comitati e contro chi cerca semplicemente di dare voce alle proprie ragioni. Perché il paradosso è davvero curioso: a forza di parlare di trasparenza, partecipazione e diritto di replica, siamo arrivati al punto in cui sembra quasi che siano proprio i comitati a voler negare al Vicesindaco la possibilità di rispondere. Insomma, una curiosa inversione delle parti, nella quale chi chiede di poter parlare rischia di essere accusato di non lasciare parlare gli altri
E ora, per favore, basta con il trailer
Vogliamo finalmente vedere il film
Caro Assessore, va benissimo aspettare la VIA per spiegare ai cittadini quale tipo di insediamento si intende autorizzare nel cuore della città. Ma le poniamo una semplicissima domanda, la prima dell’elenco:
perché non avete ritenuto opportuno informare i cittadini fin dall’inizio di ciò che si stava delineando, quando c’erano ancora i margini per discutere e incidere sulle decisioni?

