San Martino d’Oro 2026
24 Ottobre 2026una candidatura honoris causa per il sindaco di Magenta
C’è chi merita il San Martino d’Oro per aver costruito qualcosa, chi per essersi speso per la comunità e chi per aver dedicato tempo ed energie agli altri. E poi ci sono i casi eccezionali, quelli che impongono di aggiornare il regolamento, convocare una commissione straordinaria e valutare l’introduzione di una nuova categoria:
il premio alla prevenzione
Per il San Martino d’Oro di quest’anno, noi una candidatura da proporre alla commissione ce l’avremmo già. Senza indugi e senza esitazioni:
il nostro Sindaco Luca Del Gobbo
La motivazione? Aver saputo garantire la sicurezza di Magenta in occasione della temutissima protesta studentesca che, stando a quanto riportato, alla fine non ha prodotto scontri né disordini.
Un risultato, bisogna riconoscerlo, straordinario nella sua apparente normalità. Perché se una manifestazione si svolge senza incidenti, il merito può essere della prevenzione, della professionalità delle Forze dell’Ordine, del senso di responsabilità dei partecipanti o, più semplicemente, del fatto che, alla fine, non è successo nulla di ciò che si temeva.
Ma quando l’allarme è alto, anche se non succede nulla c’è sempre l’occasione per raccontare quanto si sia stati bravi ad evitarlo.
La fotografia della cronaca della giornata è racchiusa nel titolo di un articolo della stampa locale:
“Magenta blindata per la protesta studentesca che non c’è stata: tutto bene, ma resta il conto” (Fonte Ticino Notizie)
Questa mattina Magenta si è preparata al peggio in vista di una manifestazione che, alla fine, non ha provocato alcun disordine.
Ed è certamente una buona notizia. La sicurezza dei cittadini viene prima di tutto, e il lavoro delle Forze dell’Ordine merita rispetto e riconoscimento, indipendentemente dal fatto che la giornata si concluda con un intervento o senza alcun incidente.
Ma se alla fine non succede nulla, come si fa a non trasformare anche il nulla in un successo da sbandierare?
Se esiste un rischio concreto per l’ordine pubblico, prevenire è doveroso. Nessuno, tantomeno chi critica l’amministrazione, dovrebbe augurarsi che qualcosa vada storto soltanto per dimostrare che l’allarme era eccessivo.
Ma la sicurezza si misura anche nella quotidianità, nella percezione dei cittadini, nella prevenzione, nella capacità di affrontare i problemi ordinari, nella presenza sul territorio e nella fiducia che le persone ripongono nelle istituzioni.
È su questo terreno che l’amministrazione Del Gobbo, in carica da quattro anni, dovrebbe essere chiamata a rendere conto del proprio operato. Non attraverso slogan, né sulla base di una singola giornata, ma con dati, risultati verificabili e un bilancio concreto delle politiche per la sicurezza adottate durante il mandato.
Quali problemi sono stati affrontati?
Quali obiettivi sono stati raggiunti?
Quali criticità rimangono?
E soprattutto, quali risultati possono essere attribuiti alle scelte dell’amministrazione?
Sono domande che non possono essere cancellate dal successo di una giornata senza incidenti. Al contrario, dovrebbero essere proprio queste occasioni a offrire lo spunto per fare un bilancio più ampio.
Perché se la sicurezza è una priorità permanente, non può diventare una priorità mediatica soltanto quando il contesto offre immagini allarmanti e una narrazione istituzionale particolarmente efficace.
E poi c’è il comunicato del sindaco, che meriterebbe un capitolo a parte.
Un testo istituzionale, naturalmente, con i ringraziamenti di rito, il richiamo alla professionalità delle Forze dell’Ordine, la valorizzazione del coordinamento e la soddisfazione per la maturità dimostrata dalla città.
Ringraziare chi lavora per la sicurezza pubblica è doveroso.
Colpisce, semmai, la costruzione del racconto: una manifestazione rispetto alla quale erano state paventate possibili criticità, una mattinata seguita personalmente dal primo cittadino e dal suo Vice, una complessa attività di coordinamento e prevenzione, una città che avrebbe dato prova di maturità civica. Il tutto concluso da un lungo e sentito elenco di ringraziamenti.
Ecco perché la candidatura del sindaco all’ambito premio San Martino d’Oro, almeno nella nostra proposta, avrebbe una motivazione tutta particolare.
Il conferimento viene tradizionalmente assegnato a chi si è distinto per meriti particolari e per il contributo offerto alla comunità magentina. Ma, i criteri di assegnazione potrebbero anche prestarsi a qualche interpretazione più creativa.
Un premio, dunque, per il rischio scongiurato, per l’allarme rientrato e per il comunicato che ha saputo trasformare una giornata senza disordini in un racconto di impegno, coordinamento e senso civico.
Per evitare equivoci, ecco la nostra proposta di motivazione per il San Martino d’Oro:
“Al sindaco Luca Del Gobbo, per aver affrontato con grande attenzione una giornata di allerta legata ad una manifestazione studentesca, per aver seguito il lavoro delle Forze dell’Ordine e per aver saputo trasformare una mattinata in cui, fortunatamente, non è successo nulla, in un’occasione per raccontare alla cittadinanza l’importanza della prevenzione”.
C’è una bella differenza tra gestire una giornata di allerta e garantire la sicurezza di una città nell’arco di un mandato. E dopo più di quattro anni non abbiamo memoria di interventi concreti e risultati verificabili. Perché il tema sicurezza, merita qualcosa di più di una giornata raccontata come un’impresa.
Forse è già cominciata la campagna elettorale.
Con le prossime elezioni amministrative all’orizzonte, ogni occasione pubblica può diventare un momento utile per presentare il proprio operato, ribadire le proprie priorità e consolidare la propria immagine.
È legittimo che un sindaco comunichi ciò che fa. È altrettanto legittimo, però, chiedersi se il racconto di una singola giornata di allerta possa assumere un peso sproporzionato rispetto al bilancio complessivo di un mandato sul tema della sicurezza.

