L’Ospedale Fornaroli sott’acqua…

L’Ospedale Fornaroli sott’acqua…

8 Luglio 2025 0 Di admin

Ma il sindaco? Sta sorridendo su un altro nastro da tagliare

Se bastassero i sorrisi in prima fila e i post autocelebrativi a far funzionare una città, Magenta sarebbe il fiore all’occhiello della sanità lombarda. Invece, bastano due ore di pioggia per trasformare l’ingresso dell’ospedale Fornaroli in una piscina, con tanto di pioggia interna e pannelli del controsoffitto che crollano come metafora perfetta del declino.

Eppure, puntuale come un selfie istituzionale, il sindaco Del Gobbo non manca mai all’appello quando c’è da presenziare con autorità: inaugurazioni, convegni, strette di mano con i vertici sanitari o alti prelati, flash dei fotografi e, ovviamente, tagli di nastro a favore di obiettivo. Lì, quando c’è da intestarsi meriti, anche se non suoi, eccolo: presente, sorridente, in giacca impeccabile.

Ma quando piove – e non parliamo solo di acqua, ma di disagi reali, di strutture che cedono, di pazienti e operatori sanitari che vivono l’ennesima umiliazione – ecco che il primo cittadino diventa un’ombra sfuggente. Balbetta che non è di competenza comunale, non può farci nulla, sono cose da ASST, come se il suo ruolo fosse quello di spettatore pagato e non di amministratore responsabile.

La scena è sempre la stessa: se arriva un assessore regionale o qualche luminare della sanità lombarda o qualche alto prelato, il sindaco fa la comparsa perfetta sul set patinato. Ma se piove nel pronto soccorso, se crollano i soffitti o se i medici scappano perché mancano strumenti e dignità, lui guarda altrove.

Una volta si diceva: “Se non vai bene per il Re, non vai bene nemmeno per la Regina”. A Magenta, invece, se qualcosa funziona, è merito del sindaco; se qualcosa crolla, è colpa di qualcun altro. Un copione vecchio, recitato male, e sempre più scoperto.

Perché governare non è mettersi in posa quando splende il sole, ma assumersi la responsabilità anche quando piove.

E a Magenta, ormai, piove pure dentro gli ospedali.