Genova cambia rotta

Genova cambia rotta

26 Luglio 2025 0 Di admin

L’amministrazione Salis e i portuali uniti contro il traffico di armi

A Genova sta emergendo una nuova direzione: quella della coerenza, della trasparenza e del sostegno concreto alle vertenze portuali. È la nuova amministrazione guidata dalla sindaca Silvia Salis, che ha scelto di ascoltare e affiancare la mobilitazione dei portuali contro il traffico di armi.

Il 25 luglio 2025, davanti a Palazzo Tursi, il Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali (CALP) e l’USB hanno manifestato per chiedere al Comune una posizione chiara contro il transito di armi verso paesi in guerra, inclusa la tragica situazione a Gaza. Secondo i portuali, alcune navi contengono acciaio e componenti destinati all’industria militare israeliana; questo va ben oltre il concetto di “dual use”, perché alimenta direttamente conflitti mortali.

In quell’occasione, l’assessore Emilio Robotti, delegato dalla sindaca Salis, ha accolto le richieste: ha dichiarato che il Comune intende farsi portavoce delle istanze dei lavoratori in ogni sede istituzionale, e vigilare affinché sia rispettata la legge 185/90, che vieta il transito di armamenti verso zone di conflitto.

Robotti ha chiarito: «Porterò il tema in giunta e auspico che ogni istituzione faccia la propria parte. Il porto non è di competenza diretta del Comune, ma possiamo chiedere coordinamento tra le autorità. Saremo accanto ai portuali per rafforzare l’impegno sul territorio».

Il CALP ha accolto questo impegno ma ricorda che servono fatti concreti, non solo parole. Occorre un osservatorio pubblico sul rispetto della legge 185, con monitoraggio trasparente del traffico portuale e una presa di posizione politica forte. I lavoratori chiedono di non restare complici dell’omissione, come avvenuto con le amministrazioni passate.

Si tratta di un momento che segna una svolta. Il Comune di Genova, grazie alla sindaca Salis e all’assessore Robotti, ha l’occasione di fare della città un simbolo di responsabilità e pace: seguendo l’esempio di altre realtà italiane ed europee – da Torino a Barcellona, fino alla Puglia – e di mettere fine alla neutralità colpevole nel traffico di armi.