Dal meteo del futuro alla realtà di oggi: perché dobbiamo firmare per un’informazione climatica responsabile
30 Luglio 2025Il caldo immaginario del 2050 è arrivato nel 2025. E non possiamo più far finta di nulla.
Nel 2014, la meteorologa francese Evelyne Dhéliat annunciava un futuro da incubo durante un’edizione speciale delle previsioni del tempo: 40 gradi a Parigi, 43 nel Sud della Francia, 38 nel Nord. Era il 18 agosto del 2050, ma per fortuna era solo una simulazione. Un esperimento televisivo per sensibilizzare sul cambiamento climatico.
Siamo nel 2025. Quel futuro ipotetico è diventato la nostra realtà quotidiana. A luglio, Parigi ha superato i 41 gradi. In Spagna il termometro ha toccato i 46. In Italia, i 40 gradi sono una soglia ormai familiare in decine di città. Intanto il Mediterraneo è colpito da un’ondata di calore marino senza precedenti, con temperature oltre i +5°C rispetto alla media, che distruggono ecosistemi e alimentano l’emergenza anche sulla terraferma.
Eppure, nei telegiornali italiani, tutto questo viene raccontato con lo stesso tono con cui si parla dell’esodo vacanziero. Qualche consiglio generico su come affrontare il caldo, servizi d’archivio, nessun approfondimento reale. Il cambiamento climatico – la più grande emergenza del nostro tempo – viene derubricato a fastidio estivo. Siamo sommersi dalla disinformazione, dal negazionismo strisciante e da un vuoto narrativo che impedisce a milioni di persone di capire, reagire e chiedere alla politica di agire.
Per questo nasce una campagna di raccolta firme che ha un obiettivo semplice e concreto: pretendere un’informazione climatica corretta, scientifica, continua.
Tre le richieste al centro della petizione:
- Linee guida nazionali per l’informazione sul clima, come avviene già per la salute pubblica. Basta con l’equidistanza tra scienza e fake news: servono fonti autorevoli e linguaggio chiaro.
- Un Osservatorio nazionale sulla disinformazione climatica, indipendente, con il compito di monitorare, segnalare distorsioni e pubblicare report periodici.
- Uno spazio settimanale nei TG RAI, dedicato ai dati scientifici, agli impatti reali del cambiamento climatico e alle soluzioni possibili. La RAI è un servizio pubblico e deve comportarsi come tale.
Il futuro ci è già crollato addosso. L’unico modo per non peggiorarlo è partire da qui: dalla verità. Perché senza una corretta informazione, non esiste una vera democrazia.


