Il Sindaco Pescatore

Il Sindaco Pescatore

5 Settembre 2025 0 Di Andrea Friggi

Un’eredità di giustizia che parla ancora oggi

Ci sono figure che non appartengono soltanto alla storia, ma continuano a vivere come monito e come esempio. Una di queste è Angelo Vassallo, il “Sindaco Pescatore” di Pollica, ucciso in un agguato di stampo camorristico il 5 settembre 2010, colpito da nove proiettili mentre rientrava a casa. La sua morte non è stata soltanto l’eliminazione violenta di un uomo, ma il tentativo di cancellare una visione politica: quella di un Sud capace di rinascere grazie alla legalità, alla tutela dell’ambiente, alla partecipazione civile.

Vassallo non era un politico di carriera: era un pescatore, un uomo legato profondamente al mare e alla sua terra. Portò questa sensibilità nella sua azione amministrativa, trasformando il Cilento in un laboratorio di sostenibilità e sviluppo rispettoso dell’ambiente. Difese le coste dall’abusivismo, promosse un turismo non predatorio, valorizzò i prodotti locali. Parlava di ecologia e di diritti quando in tanti, intorno a lui, preferivano parlare di affari e di rendite facili.

La sua uccisione resta una ferita aperta, perché toccò un nervo scoperto: dimostrò che chi sfida il malaffare e non si piega alla corruzione mette in gioco la propria vita. Ma, allo stesso tempo, ci consegna una responsabilità: non lasciare che la sua voce venga soffocata dal silenzio e dall’oblio.

Oggi, di fronte a nuove emergenze – il consumo del suolo, la crisi climatica, l’inquinamento delle acque, la fragilità dei territori – il pensiero di Vassallo è più attuale che mai. Ci ricorda che l’amministrare non è gestione di potere, ma atto d’amore verso la comunità. Ci insegna che la politica deve partire dalla cura: del paesaggio, delle relazioni, delle persone.

Ricordare il Sindaco Pescatore non è un esercizio di memoria, ma un impegno. Significa scegliere da che parte stare: dalla parte della legalità, della giustizia sociale, della difesa dei beni comuni. Significa credere che il mare, la terra e le nostre città non sono merce da consumare, ma eredità da proteggere.

Angelo Vassallo non c’è più, ma la sua battaglia continua. Sta a noi, oggi, far sì che quel mare che amava non diventi un luogo di silenzi, ma un orizzonte di speranza.