Preti contro il genocidio
22 Settembre 2025Oltre mille sacerdoti si schierano con Gaza, sfidando il silenzio del Vaticano
Oltre mille preti italiani, tra cui dieci vescovi e un cardinale, hanno scelto di rompere il silenzio e di parlare con voce chiara contro la tragedia che si sta consumando a Gaza. L’iniziativa, raccolta sotto il nome “Preti contro il genocidio”, prende le mosse dalla convinzione che non sia più tempo di esitazioni o di definizioni giuridiche astratte. Monsignor Giovanni Ricchiuti, presidente di Pax Christi, è stato tra i più incisivi: “Non è più tempo di bizantinismi”, ha dichiarato, criticando implicitamente la prudenza di Papa Francesco sull’uso del termine “genocidio”.
Accanto a lui, figure note come don Luigi Ciotti e padre Alex Zanotelli hanno firmato l’appello, che esprime chiaramente un principio di umanità e vicinanza a chi soffre: “In coscienza, sulla base dei racconti delle persone a Gaza e anche di molte voci israeliane, così come della conferma da parte dell’Onu, abbiamo ritenuto di poterci esprimere in un certo modo. E ci siamo sentiti obbligati a farlo, perché la disumanità di quel massacro è intollerabile”, spiega don Ciotti.
L’iniziativa non vuole contrapporsi alla Santa Sede, ma chiede semplicemente di non voltarsi dall’altra parte di fronte a sofferenze evidenti e documentate. Oggi, lunedì 22 settembre, i sacerdoti saranno a Roma: alle 14:30 davanti all’obelisco del Quirinale e, dalle 15:00, partiranno dalla chiesa di Sant’Andrea in una marcia simbolica verso i palazzi del potere e il Vaticano.
Il messaggio è chiaro: non si tratta di un gesto politico, ma di un atto di coscienza e di umanità. “Non equi-distanti, ma equi-vicini a chi soffre e chiede protezione”, spiegano gli organizzatori. In un momento in cui la parola “genocidio” sembra impronunciabile per alcuni, questi sacerdoti mettono la loro faccia e la loro autorità morale a sostegno dei più vulnerabili, ricordando che a volte anche un piccolo appello può avere un valore simbolico enorme.
In un’epoca in cui voci di denuncia rischiano di essere soffocate, l’iniziativa dei preti italiani rappresenta un coraggioso invito a non restare indifferenti davanti alla tragedia umana.


