Data center, piazza della Scala si fa sentire.
12 Ottobre 2026E a Palazzo Formenti? Tutto tace?
Riceviamo e pubblichiamo dal Comitato per la tutela del territorio magentino.
Complimenti, davvero. Complimenti a chi sabato ha riempito piazza della Scala, a chi ha organizzato la manifestazione, a chi ha partecipato e a chi ha deciso che su una questione tanto importante non fosse più possibile restare in silenzio.
Complimenti alla Rete nazionale dei comitati Stop Data Center e a tutti i cittadini che, con impegno e determinazione, hanno portato al centro del dibattito pubblico una questione che riguarda il futuro dei nostri territori e la qualità della vita delle comunità che li abitano.
Sabato la discussione sui data center è uscita dalle stanze degli addetti ai lavori ed è arrivata in piazza, davanti alla gente.
E non stiamo parlando di una preoccupazione marginale, parliamo di consumo di suolo, di fabbisogno energetico, di risorse idriche, di emissioni di calore, di impatti ambientali e territoriali. Parliamo di infrastrutture legate anche allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, destinate a richiedere risorse considerevoli e a lasciare un’impronta concreta sui luoghi in cui vengono realizzate.
Parliamo, soprattutto, del diritto dei cittadini a sapere che cosa si sta progettando sul loro territorio, quali conseguenze potrebbe avere e quali valutazioni vengono effettuate prima che le decisioni diventino difficili da modificare.
La manifestazione di sabato 10 ottobre ha trovato spazio anche sui principali mezzi d’informazione: dal Corriere della Sera a Repubblica, passando per il servizio di RaiNews e TGR Lombardia e per altre realtà giornalistiche. Una mobilitazione abbastanza significativa da meritare l’attenzione di giornali e televisioni.
E allora, complimenti ancora. Perché quando i cittadini si organizzano, si informano e riescono a portare una questione così complessa all’attenzione pubblica, la democrazia dimostra di essere viva, e in Piazza della Scala insieme ai tanti comitati c’eravamo anche noi del “Comitato per la tutela del territorio Magentino”.
Resta però una domanda:
tutte queste informazioni saranno arrivate anche a Palazzo Formenti?
Perché è da troppo tempo che vediamo il nostro sindaco e il suo assessore intenti ogni giorno a ripassare il consueto repertorio delle dichiarazioni istituzionali, quelle formule rassicuranti che permettono di affrontare qualsiasi problema senza necessariamente chiarire fino in fondo che cosa si sia fatto, che cosa si possa fare e quali responsabilità spettino a chi amministra.
A Palazzo Formenti, in fondo, le strade sembrano essere soltanto due. E, qualunque sia l’esito della Valutazione di Impatto Ambientale, la famigerata VIA, una spiegazione ufficiale per giustificare ciò che è stato fatto, o ciò che si è scelto di non fare, non mancherà di certo. Proviamo allora a immaginare come potrebbero essere raccontati ai cittadini i due possibili scenari.
Prima ipotesi: il VIA non autorizza il progetto.
A quel punto, la spiegazione potrebbe essere più o meno questa:
“Abbiamo agito con prudenza. Non abbiamo ritenuto necessario informare adeguatamente i cittadini prima, ma lo abbiamo fatto per prudenza. Non abbiamo alimentato preoccupazioni, non abbiamo anticipato valutazioni e abbiamo lasciato lavorare gli organismi competenti”
Una scelta talmente oculata da meritare, a posteriori, quasi un encomio. Un capolavoro di comunicazione: prima il silenzio, poi la spiegazione del perché il silenzio fosse necessario.
Seconda ipotesi: il VIA autorizza il progetto.
In questo caso, il copione potrebbe cambiare, ma soltanto in apparenza.
“L’area è privata. Il committente ha investito ingenti risorse e sostenuto costi importanti per la bonifica. Se gli organismi competenti hanno valutato positivamente il progetto e ritengono che sussistano le condizioni per procedere, che cosa può fare l’amministrazione comunale?”
Ed ecco che la responsabilità passa elegantemente da una scrivania all’altra.
L’area è privata, gli investimenti sono privati, le valutazioni sono degli enti competenti. Il Comune, a quel punto, rischierebbe di presentarsi come uno spettatore costretto ad assistere a una rappresentazione il cui finale sarebbe stato deciso altrove.
Peccato che amministrare una città significa anche informare i cittadini, ascoltarne le preoccupazioni, spiegare i possibili impatti, chiarire quali strumenti siano concretamente disponibili e illustrare quali iniziative l’amministrazione abbia intrapreso o intenda intraprendere per tutelare l’interesse pubblico.
Naturalmente, tutto questo nel rispetto delle competenze e delle procedure previste dalla legge. Nessuno pretende che il Sindaco possa sostituirsi agli enti chiamati a valutare il progetto. Ma tra il non poter decidere tutto e il non dover spiegare nulla esiste una differenza piuttosto evidente. E comunque arriveranno tanti soldini per la città!
Mentre i cittadini si informano, i comitati approfondiscono la documentazione, i giornali pubblicano articoli e le televisioni raccontano ciò che accade,a Magenta sembra essersi creata una sorta di bolla nella quale le notizie possono anche entrare, ma dalla quale nulla sembra riuscire ad uscire. Figuriamoci un confronto pubblico!
Viene quasi da immaginare il sindaco e il suo assessore impegnati in un esercizio quotidiano di comunicazione social: ripetere le formule rassicuranti, limitare le dichiarazioni, perfezionare il tono e assicurarsi che ogni frase sia sufficientemente prudente da non impegnare troppo nessuno.
Complimenti, dunque, a chi sabato ha dimostrato che i cittadini non sono disposti a delegare il proprio diritto di sapere.
La manifestazione di piazza della Scala ha portato il tema dei data center all’attenzione pubblica e ha ricordato che le trasformazioni del territorio non possono essere considerate dei semplici progetti riservati esclusivamente agli uffici tecnici, ai committenti e agli organismi autorizzativi.
E se dopo una manifestazione di questa portata, dopo gli articoli dei quotidiani e i servizi televisivi, l’amministrazione non sentirà ancora il bisogno di spiegare ai cittadini la propria posizione, allora il problema non sarà più la mancanza di informazioni.
Sarà che a Palazzo Formenti il segnale arriva benissimo. È la voglia di rispondere che, evidentemente, continua ad avere qualche problema di ricezione.
Il Comitato intanto non si ferma e invita tutti i cittadini alla serata informativa che si terrà il prossimo 16 Ottobre alle ore 21.00 presso la Sala Polivalente San Marco in via Roma a Marcallo con Casone.
Interverranno autorevoli professionisti sul tema degli impatti sulla salute dei mega data center ed il fisico Sergio Manera che tratterà il tema dell’energia.


