Consiglio Comunale o festa privata?

Consiglio Comunale o festa privata?

26 Marzo 2026 0 Di admin

Quando le Istituzioni diventano una barzelletta

“Buon compleanno, poi mangiamo i pasticcini.”

Basterebbe questa frase, pronunciata dal Sindaco in apertura del Consiglio Comunale, per raccontare il livello a cui è scivolata la nostra istituzione più importante.

Non è stata una battuta innocente

È stata la rappresentazione plastica di un modo di governare: volgare, arrogante, incapace di comprendere cosa significhi ricoprire un ruolo istituzionale.
Ringraziare pubblicamente chi, proprio nel giorno del suo compleanno, si presta a garantire una seduta “più comoda” per la maggioranza, mentre le minoranze sono impossibilitate a partecipare, non è cortesia. È uno schiaffo alla democrazia, è mancanza di rispetto, è presa in giro.

Ecco il livello. Ecco la cifra politica e istituzionale di chi oggi guida la città.

Non un Consiglio Comunale, ma una festicciola. Non un’aula pubblica, ma un salottino tra pochi “eletti” – e mai parola fu più azzeccata, perché qui gli eletti non rappresentano, si autocelebrano.
Si contano, si compiacciono e, tra una battuta e un sorriso, trasformano la cosa pubblica in una recita di provincia.

Se questo era lo spirito, allora tanto valeva dirlo chiaramente: organizzate una festa privata. Affittate una sala, spegnete le luci della città e brindate tra di voi. Almeno avreste risparmiato ai cittadini lo spettacolo imbarazzante di un Consiglio ridotto a farsa.

Perché è questo il punto: non siamo più davanti a uno scontro politico, ma a una totale incapacità di essere uomini e donne delle istituzioni. Il ruolo impone misura, rispetto, senso del limite.
Qui invece si deride, si gigioneggia, si strizza l’occhio. Si scivola consapevolmente nel ridicolo.

E mentre loro ridono, fuori c’è una città che abbassa lo sguardo

Cittadini basiti, che si vergognano. Non per la politica in astratto, ma per come è stata ridotta.
Fuori – nelle piazze e nei quartieri e nei bar – cresce un sentimento diverso. Lo si sente chiaramente: “se lo sapevo non l’avrei mai votato”, “che delusione”, “le bon da parlà duma dala Fiorentina”, “Magenta è irriconoscibile”.
Non sono slogan politici, sono giudizi popolari.

Il Sindaco e la sua pseudo-maggioranza pensavano di prendere in giro le opposizioni. In realtà hanno fatto di peggio: hanno preso in giro migliaia di cittadini. E nel farlo, si sono esposti da soli. Non alla critica – quella è il sale della democrazia – ma al ridicolo, alla farsa, alla burla.

Quando il potere si crede spiritoso, smette di essere autorevole.
E diventa semplicemente imbarazzante.