Data Center: la verità è semplice.

Data Center: la verità è semplice.

17 Giugno 2026 Off Di admin

Data Center: un tema senza colore politico.

Il Partito Democratico di Magenta ci scrive dopo la conferenza stampa di questa mattina 17 giugno e ci invia questa riflessione.

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Ad oggi c’è chi ha scelto di studiare il progetto, informare e coinvolgere la città. E c’è chi, ancora oggi, preferisce nascondersi dietro conferenze stampa senza mai confrontarsi con i cittadini.

In queste ore leggiamo ricostruzioni secondo cui il Partito Democratico di Magenta “sapeva tutto” del progetto Data Center già da un anno.

Una ricostruzione che, oltre a cercare di manipolare la realtà, tenta di spostare l’attenzione dal vero tema politico: non cosa sapesse il Partito Democratico, ma perché l’Amministrazione abbia scelto di non informare la città e continui ancora oggi a rifiutare una vera assemblea pubblica sul progetto.

A differenza di quanto si vuole far credere, noi non ci siamo mai fermati a indiscrezioni o slogan. Proprio perché volevamo capire fino in fondo la portata dell’intervento siamo stati tra i primi a presentare una formale richiesta di accesso agli atti, ottenendo centinaia di elaborati tecnici, progettuali e specialistici.

Quella documentazione, però, rappresentava soltanto una parte di un procedimento amministrativo ancora in evoluzione e non coincideva con l’insieme degli elaborati successivamente depositati nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale.
È stato proprio attraverso quest’ultima documentazione che è stato possibile comprendere in modo ancora più approfondito gli effettivi impatti del progetto, evidenziare le criticità delle relazioni presentate e predisporre osservazioni tecniche puntuali.

La vera svolta è arrivata quando l’Amministrazione comunale ha deciso di accelerare il procedimento, annunciando pubblicamente l’intenzione di sottoscrivere la convenzione urbanistica ed esibendo un assegno simbolico da 13 milioni di euro.
In quel momento è apparso evidente che una decisione destinata a cambiare profondamente il territorio di Magenta stesse per essere assunta senza che la cittadinanza fosse mai stata realmente coinvolta.

Da quel momento abbiamo intensificato il lavoro di approfondimento, predisposto osservazioni tecniche sia alla procedura di VIA sia alla convenzione urbanistica, organizzato un’assemblea pubblica con oltre 300 cittadini e aperto finalmente quel confronto che, fino ad allora, era completamente mancato da parte di chi avrebbe dovuto promuoverlo: il Sindaco.

Ed è proprio questo il punto.

Oggi qualcuno prova a trasformare una richiesta di accesso agli atti nella prova che “si sapesse già tutto”. Ma se davvero fosse stato così, viene spontanea una domanda.

Perché il Sindaco non ha convocato un’assemblea pubblica un anno fa?
Perché non ha illustrato lui stesso il progetto ai cittadini?
Perché ha scelto di mostrarsi con un assegno da 13 milioni di euro prima ancora di spiegare alla città cosa si sarebbe costruito?

Se oggi centinaia di cittadini conoscono davvero questo progetto, hanno partecipato al dibattito pubblico e hanno potuto presentare osservazioni, è perché qualcuno, nel frattempo, ha avuto il coraggio di aprire un vero dibattito in città, di presentare osservazioni alla procedura di VIA evidenziando le tante criticità di un progetto ritenuto totalmente sproporzionato rispetto al contesto territoriale e di avanzare anche proposte di modifica alla convenzione urbanistica affinché, qualora il procedimento dovesse concludersi positivamente, i benefici ricadano realmente anche sulla comunità e non esclusivamente sul soggetto privato.

C’è chi continua a cercare di delegittimare chi pone domande. E c’è chi continua, con serietà, a chiedere ciò che in una democrazia dovrebbe essere normale: un’assemblea pubblica con il Sindaco e il soggetto proponente, perché i cittadini hanno il diritto di conoscere il progetto, comprenderne gli impatti e partecipare alle scelte prima che vengano assunte decisioni definitive.