Magenta e FS Sistemi Urbani
13 Agosto 2026La convenzione che doveva fare la storia
Allora, ricapitoliamo…
nei giorni scorsi il nostro Sindaco e il Vicesindaco fresco di nomina, hanno preso armi e bagagli e sono andati fino a Roma per firmare una convenzione con FS Sistemi Urbani sulla riqualificazione dell’ex scalo merci e la realizzazione di un nuovo parcheggio per la stazione.
Il comunicato, va detto, non lesina toni enfatici:
“risultato importante“
“intervento strategico per la Città e per l’intero territorio“
“lungo percorso condiviso col Gruppo Ferrovie dello Stato“
Manca solo la fanfara… ma ahimè il 4 giugno ormai è passato con i suoi bravissimi bersaglieri.
Proviamo però a guardare i fatti con i piedi per terra, prima di applaudire troppo in fretta.
Punto primo: di chi è l’area? Non certo del Comune.
È di proprietà di FS Sistemi Urbani, che infatti (lo scrive lo stesso comunicato) finanzierà l’opera “attraverso risorse proprie”, nell’ambito del suo piano industriale FS Park 2024-2033.
Tradotto: è un investimento aziendale su un asset aziendale, fatto perché rientra nella strategia di sviluppo di FS Park (che di parcheggi, in giro per l’Italia, ne sta aprendo a decine).
Il Comune, in questa storia, che ruolo ha avuto esattamente?
Ha “autorizzato”?
Ha “sollecitato”?
O si è semplicemente trovato un’azienda che voleva fare un investimento sul proprio terreno e ha colto l’occasione per intestarsene il merito politico?
Punto secondo, quello più prosaico: sarà gratis?
Guardando cosa è successo in tutte le altre città dove FS Sistemi Urbani/FS Park ha realizzato interventi analoghi su ex scali merci (Imola, Perugia-Fontivegge, Schio, solo per citarne alcuni) il modello è sempre lo stesso: parcheggio a pagamento, tariffe orarie o giornaliere, magari con abbonamenti “agevolati” per i pendolari, gestione affidata a una società terza.
Perché mai a Magenta dovrebbe andare diversamente?
Il comunicato, guarda caso, sui costi per l’utenza non spende una parola.
Sui 60 stalli sì, sulle categorie protette pure, sul PEBA pure.
Sulla tariffa: silenzio assoluto.
E chi si intende un po’ di comunicazione istituzionale sa che quando manca proprio quel dettaglio, di solito è perché quel dettaglio non piacerebbe.
Punto terzo, quello più leggero ma non meno indicativo: perché andare fisicamente a Roma?
Siamo nel 2026, esistono la firma digitale, la PEC, le videoconferenze, gli atti amministrativi si scambiano via telematica da almeno un decennio.
Eppure sindaco e vicesindaco hanno ritenuto necessario un viaggio a Roma per una firma.
Sarà che certe convenzioni, per essere davvero “storiche”, hanno bisogno della cornice giusta: la sede istituzionale, la stretta di mano, la foto con l’Amministratore Delegato. Perché diciamocelo, un selfie con l’AD di FS Sistemi Urbani fa sicuramente più curriculum politico di una PEC ricevuta in Comune.
Insomma, un’azienda investe soldi propri su un terreno proprio, per un servizio che con ogni probabilità sarà a pagamento, e il tutto viene presentato come una svolta epocale per la mobilità dell’Ovest Milanese, con tanto di trasferta romana per la cerimonia. Speriamo che nell’occasione i nostri amministratori siano stati “ospiti” a spese di FS Sistemi Urbani.


