La Fiera di San Rocco, tra trippa, bancarelle e social …

La Fiera di San Rocco, tra trippa, bancarelle e social …

17 Agosto 2026 Off Di admin

e il gazebo NO Data Center

Ormai, che ci piaccia o no, dobbiamo confrontarci con i social.

E forse è proprio questo il problema: i social non hanno ancora imparato a fare complimenti quando non ce n’è motivo.

Fino a qualche anno fa, il racconto di una fiera, di una manifestazione o di un evento era affidato ai giornali locali. Qualche fotografia, un articolo più o meno entusiasta e il gioco era fatto. Chi non aveva partecipato poteva farsi un’idea dell’evento attraverso le parole del giornalista, che poteva raccontarlo con enfasi, con distacco oppure, nei casi più estremi, con quella diplomazia che permette di definire “partecipata” una manifestazione alla quale erano presenti quattro persone e l’assessore all’evento.

Oggi, però, è arrivato il grande nemico della narrazione istituzionale:

il cittadino con lo smartphone.

E il cittadino, a differenza di certi comunicati stampa, non ha alcun obbligo di far sembrare straordinario ciò che straordinario non è.

Così basta aprire Facebook, Instagram o gli altri social per capire come è andata davvero una manifestazione. Fotografie, video, commenti e soprattutto l’impietosa visuale dal basso raccontano quello che è successo, quello che non è successo e, soprattutto, quello che avrebbe potuto succedere.

È il caso della Fiera di San Rocco, appuntamento storico e molto sentito dai magentini e non solo.

Una manifestazione che dovrebbe rappresentare una tradizione da custodire, ma anche da rinnovare, sembra invece essere diventata una sorta di compitino da svolgere ogni anno, giusto per poter mettere la spunta sulla casella “Fiera di San Rocco”, FATTA!

Ogni anno la ritroviamo lì: bancarelle, animali, trippa e qualche buona intenzione. Cambia il calendario, ma l’impressione è che la voglia di rinnovarla sia rimasta in un cassetto a palazzo Formenti.

E allora qualche domanda nasce spontanea.

Perché questa Amministrazione sembra avere un’attenzione diversa a seconda dell’evento?

Ci sono manifestazioni che diventano vere e proprie vetrine istituzionali, con autorità, personalità politiche, divise, fanfare e fotografie ufficiali.

Forse la Battaglia di Magenta ha un altro fascino.

Alla Fiera di San Rocco, invece, il panorama è decisamente meno glamour.

Bancarelle – Animali – Cittadini

E, naturalmente, non possiamo dimenticare la tradizionale trippa.

Peccato!

Forse sarebbe il caso di ricordare che una fiera non nasce per offrire una bella fotografia al Sindaco, ma per offrire una bella giornata alla città.

Il problema, infatti, non è la tradizione.

Il problema è quando la tradizione diventa un alibi per non cambiare mai nulla.

Perché una manifestazione può conservare la propria identità e contemporaneamente rinnovarsi.

Può mantenere la trippa e aggiungere qualche idea.

Può conservare le bancarelle e trovare nuovi motivi per attirare famiglie, giovani, associazioni e visitatori.

Altrimenti il rischio è quello di assistere, anno dopo anno, al lento declino di una manifestazione che avrebbe invece tutte le caratteristiche per essere valorizzata.

Ma durante la Fiera di San Rocco è comparso anche un altro elemento che, a quanto pare, qualche attenzione è riuscito a catturarla.

Il gazeboNO DATA CENTER”

Persone che, sfidando il caldo e rinunciando persino a una giornata di ferie, hanno passato ore a raccogliere firme per chiedere un confronto pubblico sul progetto del Campus Data Center, fortemente impattante per un intero quartiere e per Magenta.

Cittadini che insistono, senza arrendersi, per ottenere quel confronto che ancora non arriva.

E così il gazebo NO DATA CENTER, nel bel mezzo della fiera, ha finito per rappresentare una delle immagini più belle e significative della giornata.

Da una parte la manifestazione organizzata dall’Amministrazione, dall’altra cittadini che chiedono all’Amministrazione di ascoltarli.

E per fortuna i social, guarda caso, hanno già iniziato a raccontare.

Perché alla fine è questo il bello – o il brutto, dipende dai punti di vista – dei social: non puoi scegliere sempre tu quale fotografia verrà ricordata.