Il prezzo della Memoria non si taglia: Magenta riscopra il valore del suo gemellaggio
14 Aprile 2026Lo schiaffo inferto a Sant’Anna di Stazzema colpisce anche le nostre coscienze di magentini ?
Magenta non è una città come le altre quando si parla di Resistenza e dolore. Siamo legati a doppio filo a Sant’Anna di Stazzema da un gemellaggio che non è solo una firma su un registro polveroso, ma un patto di sangue e di valori. Per questo, la notizia del taglio lineare operato dal Governo ai fondi destinati al Parco Nazionale della Pace colpisce direttamente anche noi, la nostra storia e la nostra identità di cittadini liberi.
Sottrarre 140.000 euro — passando da 500mila a 360mila — a un luogo che è l’emblema del “Mai Più” non è un’operazione di ragioneria. È un atto politico. La scusa del contenimento delle accise sulla benzina è, onestamente, un insulto all’intelligenza dei cittadini: si sceglie di risparmiare sulla manutenzione della coscienza democratica per qualche centesimo di carburante.
Quando si tagliano i fondi a musei, percorsi didattici e progetti nelle scuole in luoghi come Sant’Anna, si sta dicendo chiaramente che la Memoria è un lusso superfluo, un “costo” da limare anziché un investimento per il futuro.
Domande aperte al Sindaco Del Gobbo
In quanto comunità gemellata, Magenta ha il dovere morale di farsi sentire. Non è una questione di colori politici, ma di dignità istituzionale. Per questo, dalle colonne di questo blog, poniamo alcune domande dirette al nostro primo cittadino, Luca Del Gobbo:
- Signor Sindaco, cosa pensa, come rappresentante di una città gemellata con Sant’Anna di Stazzema, di questa scelta del Governo che indebolisce un presidio fondamentale della nostra storia repubblicana?
- Ritiene che il valore educativo e civile del Parco della Pace possa essere sacrificato sull’altare di un bilancio tecnico, o crede che certi luoghi debbano essere considerati intoccabili?
- Intende esprimere formalmente e pubblicamente la solidarietà dell’Amministrazione di Magenta ai colleghi di Sant’Anna di Stazzema, facendosi portavoce del dissenso di molti magentini verso questo taglio?
La memoria antifascista è il terreno comune su cui poggia la nostra Repubblica. Se si sgretola quel terreno a Stazzema, tremano le fondamenta anche a Magenta. Aspettiamo un segnale, un gesto di coraggio che vada oltre l’appartenenza di schieramento e rimetta al centro l’onore della nostra storia.
La Memoria non ha accise. Non si tratta, si difende.


