Frazione di Pontenuovo

Frazione di Pontenuovo

1 Agosto 2026 Off Di admin

L’identità perduta (tra un server e l’altro)

C’è un momento nella vita di ogni amministrazione in cui bisognerebbe avere il coraggio di rileggere ciò che aveva scritto prima di essere eletto.

Non per nostalgia, ma per verificare se nel frattempo il programma non sia stato stravolto.

Il programma elettorale del 2022 si apriva con uno slogan che oggi suona quasi come una battuta da commedia brillante:

“Magenta: città a misura d’uomo.

Coniugare la bellezza urbana, l’ambiente e lo sviluppo.”

Parole ispirate…

Poi si arrivava al capitolo dedicato all’identità della città.

Magenta, la città della Battaglia, del colore che porta il suo nome, delle sue frazioni da preservare.

Un passaggio, in particolare, merita di essere incorniciato:

“Magenta e le sue frazioni dovranno mantenere la propria identità evitando conurbazioni con i Comuni limitrofi. Le frazioni di Pontevecchio e Pontenuovo dovranno sempre più sviluppare la propria identità urbanistica valorizzando il patrimonio storico esistente.”

Conurbazioni…tecnicamente perfetto!

Chapeau!

Peccato che, a distanza di pochi anni, l’identità sembri essere stata aggiornata con un software decisamente diverso.

E la parte più curiosa riguarda proprio la frazione di Pontenuovo.

Nel programma si prometteva di valorizzarne l’identità storica, legata soprattutto agli anni d’oro della Saffa (chi ha i capelli bianchi si ricorda ancora che era simpaticamente chiamata la “piccola Parigi”).

Il nuovo PGT purtroppo ripropone la stessa direzione di quello precedente (contestatissimo dal nostro Sindaco e dal suo Vice fresco di nomina), altra espansione, altri volumi tecnologici, altri cubi destinati a infrastrutture digitali a pochi chilometri di distanza da quello previsto nell’area ex Novaceta.

Evidentemente qualcuno ha concluso che il modo migliore per preservare un’identità sia renderla irriconoscibile.

L’impressione è che qualcuno abbia confuso la parola valorizzazione con cementificazione tecnologica.

Forse è una nuova specialità olimpionica! (ci permettiamo di rubare qualche citazione di alcuni nostri amministratori)

Ma no tranquilli è la modernità.

O almeno così ci viene raccontata.

Fa sorridere che il programma parlasse di luoghi di socialità urbana.
In effetti un data center è un luogo molto sociale.
Milioni di dati dialogano fra loro ventiquattr’ore su ventiquattro.

Gli unici a non essere invitati alla conversazione sembrano essere i cittadini.

Quei cittadini che stanno ancora aspettando il loro Sindaco

E che dire poi della “bellezza urbana”?

Probabilmente è un concetto che necessita di aggiornamento.

Dimentichiamoci piazzette, alberi e prospettive paesaggistiche.

Il nuovo canone estetico pare essere un parallelepipedo alto decine di metri, circondato da recinzioni, gruppi elettrogeni e impianti di raffreddamento.

Se è questo il Rinascimento Magentino, qualcuno deve aver perso il manuale.

Naturalmente nessuno sostiene che la tecnologia sia un male.

Sarebbe una posizione tanto ingenua quanto quella di considerarla automaticamente un bene, indipendentemente da dove la si colloca e da quanto è impattante nel contesto cittadino.

La domanda è un’altra.

Quando un’amministrazione promette di tutelare l’identità di una frazione già profondamente segnata e poi continua a utilizzarla soltanto per rimpinguare le casse comunali, occupandone gli spazi con cubi tecnologici invece di realizzare strutture meno impattanti e realmente utili alla comunità, viene spontaneo chiedersi: siamo di fronte a una visione coerente o a un esercizio di memoria selettiva?

Perché i programmi elettorali hanno un difetto fastidioso: rimangono scritti.

E le parole, ogni tanto, chiedono conto dei fatti.

Forse il prossimo slogan potrebbe essere più aderente alla realtà.

“Magenta: città a misura d’uomo… purché l’uomo occupi meno spazio dei server.”

Almeno nessuno potrà dire di essere stato sorpreso.